ACCADDE IL 2 SETTEMBRE


2 settembre 1980 - Scompaiono a Beirut, in Libano, i due giornalisti  taliani Italo Toni e Graziella De Palo




Italo Toni (Sassoferrato31 gennaio 1930 – scomparso a Beirut il 2 settembre 1980) è stato un giornalista italiano. Ha lavorato per La conquistaIl PonteL'AstrolabioAut e Mensile. È stato rapito in Libano con Graziella De Palo nel settembre 1980 e da allora non si sono più avute loro notizie.

Da sempre interessato alle vicende del Vicino Oriente, viaggia molto nei paesi dell'area. Suo è lo scoop giornalistico, pubblicato nel 1968 da Paris Match, che rivela al mondo l'esistenza dei primi campi di addestramento della guerriglia palestinese.


Graziella De Palo (Roma17 giugno 1956 – scomparsa a Beirut il 2 settembre 1980) è stata una giornalista italiana, rapita a Beirut il 2 settembre 1980, assieme al giornalista Italo Toni.

Fin da piccola, guidata dal fratello Giancarlo, si appassiona al giornalismo, seguendo le "lezioni" dispensate dal glorioso Corriere dei Piccoli. Il 22 agosto 1980 Graziella, in compagnia del collega Italo Toni, parte per Damasco, in Siria: destinazione il Libano e i campi profughi palestinesi. A organizzare e pagare il viaggio dei due giornalisti è Nemer Hammad, rappresentante dell'OLP in Italia. Il 24 agosto Graziella e Italo passano in macchina la frontiera tra Siria e Libano e arrivano a Beirut dove Al Fatah, la principale organizzazione dell'OLP guidata da Yasser Arafat, offre loro una stanza presso l'Hotel Triumph e un interprete, il prete palestinese monsignor Ibram Ayad. Il 1º settembre i due giornalisti si recano all'ambasciata italiana a Beirut dove comunicano di voler visitare il sud del Libano e il Castello di Beaufort, postazione dell'OLP spesso attaccata dalle forze israeliane durante la guerra civile libanese. Avvisano che se entro tre giorni non dovessero fare ritorno all'hotel Triumph, l'ambasciata dovrà provvedere a cercarli. La mattina del 2 settembre Graziella e Italo sarebbero dovuti partire per il sud del Libano su una jeep del Fronte Democratico per la Liberazione della Palestina di Nayef Hawatameh. Sulla jeep avrebbe dovuto anche esserci Piera Redaelli, militante filo-palestinese italiana. Da quel momento non si hanno più tracce dei due giornalisti. L'ambasciata italiana si allerta solo alla fine di settembre, in seguito alle richieste della famiglia di Graziella: la madre Renata Capotorti e il fratello Giancarlo De Palo. Agli inizi di ottobre il Segretario generale del Ministero degli Affari Esteri, Francesco Malfatti di Montetretto, decide di affidare l'inchiesta sulla scomparsa dei due giornalisti proprio al capo centro del Sismi a Beirut, il colonnello Stefano Giovannone e non all'ambasciatore italiano a Beirut, Stefano d’Andrea, subito dopo che, il 17 ottobre 1980, l'ambasciatore D'Andrea aveva scritto allo stesso Malfatti un telex segreto nel quale comunicava che il rapimento di Graziella e di Italo era opera di Al Fatah, precisando di essere a conoscenza dei nome dei rapitori. Il Malfatti, che si scoprirà in seguito essere affiliato alla P2, nasconde l'esistenza di questo telex allo stesso Presidente della Repubblica Sandro Pertini, che prende subito molto a cuore la vicenda, ricevendo per ben quattro volte la famiglia De Palo a partire da quel fatidico Ottobre 1980, e, omettendo di convocarlo a Roma, lo trasferisce improvvisamente a Copenaghen. Inizialmente Stefano Giovannone, allo scopo di scagionare l'Olp, cerca di accreditare la tesi che i due giornalisti siano stati rapiti a Beirut Est, la zona della città controllata dai falangisti cristiano maroniti, sostenendo che Graziella sia ancora viva. I depistaggi messi in atto nel corso della vicenda sono numerosi, uno tra i quali la segnalazione fatta da una certa Edera Corrà all'ambasciata italiana di Beirut il 6 ottobre 1980 sulla presenza dei cadaveri dei due giornalisti italiani all'ospedale americano di Beirut ovest. Il 18 aprile 1981, la famiglia De Palo viene ricevuta a Damasco da Arafat, il quale promette la liberazione di Graziella. Il 12 giugno 1981, la milizia cristiano maronita smentisce la paternità del rapimento, avvenuto a Beirut ovest, territorio sotto lo stretto controllo dell'OLP. Il 14 gennaio 1982 il governo italiano apre un'istruttoria, affidandola a Giancarlo Armati, sostituto procuratore della Procura di Roma. Il 24 gennaio 1983, la famiglia De Palo si reca nuovamente in Libano, portando con sé una delegazione di giornalisti italiani. A invitare la famiglia a recarsi nuovamente in Libano è stato Abu Ayad, capo dei servizi segreti dell'OLP, che dichiara che Graziella è ancora viva e in mano ai falangisti cristiano maroniti. Anche questo viaggio non porta ad alcun risultato concreto nelle indagini.Dei due giornalisti scomparsi non si sono più avute notizie.

Nel 2005, in occasione dei venticinque anni della scomparsa dei due giornalisti, il caso è stato riproposto ai media attraverso un sito web e il programma televisivo Chi l'ha visto? nel gennaio 2006. La loro scomparsa è stata oggetto di una memoria presso l'Unione nazionale cronisti italiani. Inoltre, grazie a petizioni firmate su iniziativa dell'Ordine dei giornalisti delle Marche, il segreto di Stato è stato rimosso da alcuni documenti riguardanti la sparizione di Toni e della De Palo.





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