ACCADDE IL 28 MARZO

28 marzo 1943 - Nel porto di Napoli scoppia un incendio sulla Caterina Costa carica di esplosivi. Nell'esplosione conseguente muoiono 600 persone



La Caterina Costa è stata una motonave da carico italiana, protagonista di uno dei peggiori incidenti della seconda guerra mondiale. Si trattava di una grande e moderna motonave da carico - una delle migliori costruite in Italia al tempo - di 8.060 tonnellate di stazza lorda, completata nel 1942 per l'armatore genovese Giacomo Costa. Il 21 ottobre 1942 fu requisita dalla Regia Marina e, in virtù delle sue caratteristiche, adibita al trasporto dei rifornimenti sulla rotta più importante, quella per il Nord Africa. Compì quattro viaggi su questa tratta; il 26 dicembre 1942 rimase danneggiata in un attacco aereo su Biserta.

Il 28 marzo 1943 si trovava ormeggiata nel porto di Napoli, nella zona prospiciente il Rione di Sant'Erasmo, carica di materiale bellico destinato alle forze armate italiane dislocate in Tunisia. Una volta ultimato il caricamento dei rifornimenti:

  • 790 tonnellate di carburante;

  • 900 tonnellate di esplosivi;

  • 1.700 tonnellate di munizioni;

  • carri armati ed autocingolati;

  • 43 cannoni a lunga gittata;

  • fucili;

  • circa 600 militari italiani e tedeschi;

  • viveri;

sarebbe entrata a far parte di un convoglio diretto a Biserta, in Tunisia.

Nella prima mattinata del 28 marzo 1943 si sviluppò a bordo un incendio, non si sa tuttora se accidentale o doloso, che non poté essere domato e che portò, alle 17:39, all'esplosione del carico e della nave stessa.

L'esplosione fu devastante: il molo sprofondò e tutt'intorno un gran numero di edifici furono distrutti o gravemente danneggiati. I rimorchiatori Cavour Oriente furono investiti dallo scoppio e affondarono, mentre parti roventi di nave e di carri armati furono scagliate a grande distanza, finendo in Via Atri e Piazza Carlo III. Altri frammenti raggiunsero piazza Mercato e il Vomero ed altri ancora incendiarono la stazione Centrale; sulla facciata est del Maschio Angioino (Castel Nuovo) sono ancora visibili gli effetti di questa terribile esplosione. Gli oltre 600 morti e gli oltre 3.000 feriti riempirono letteralmente le strade. Tra le vittime del disastro vi fu l'ammiraglio Lorenzo Gasparri, comandante del Gruppo Cacciatorpediniere della Squadra Navale, il quale era salito personalmente, insieme ai suoi uomini, su delle bettoline cariche di munizioni per allontanarle dalla Caterina Costa in fiamme, in modo da evitare che tali imbarcazioni, investite dalle esplosioni, amplificassero l'effetto del disastro; l'evento temuto si verificò, però, prima che fosse possibile completare tale opera, e Gasparri rimase ucciso nell'esplosione. Alla sua memoria venne conferita la Medaglia d'oro al Valor Militare.


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