ACCADDE IL 29 APRILE

29 aprile 1988 – URSS: si fa strada la Glasnost'Michail Gorba?ëv promette maggiore libertà religiosa in Unione Sovietica



Glasnost' è una parola russa che significa letteralmente "pubblicità" nel senso di "dominio pubblico"; tradotta più spesso con "trasparenza".

È stata utilizzata da Michail Gorba?ëv, a partire dal 1986, per identificare una nuova attitudine a non celare le difficoltà, a discuterne liberamente "in modo trasparente" e criticamente. L'insieme delle riforme poste in essere nel modo di selezionare i quadri del PCUS, al fine di combattere la corruzione e i privilegi dell'apparato politico prese invece il nome di perestrojka ("ricostruzione"). Glasnost' indica dunque un'attitudine, mentre perestrojka una politica.

In senso più ampio, glasnost' è stata poi utilizzata, sempre in associazione a perestrojka, anche per indicare tutte quelle politiche volte ad attuare una più ampia e più limpida circolazione dell'informazione nell'Unione Sovietica. Si procedette all'ampliamento delle maglie della censura concedendo una graduale libertà di stampa; si procedette quindi alla graduale liberazione dei dissidenti. La politica di glasnost' subì quasi subito una battuta d'arresto quando nell'aprile del 1986 nella cittadina ucraina di ?ernobyl', si verificò una gravissima catastrofe nucleare e la notizia venne tenuta nascosta per diversi giorni. In seguito questa politica venne ripresa con vigore.

L'allentamento della censura risultò in una perdita da parte del Partito Comunista del controllo dei mass media. Dopo lungo tempo, e non senza imbarazzo da parte delle autorità, i mezzi di comunicazione cominciarono a esporre i seri storici problemi economici e sociali che il regime sovietico aveva per lungo tempo negato e nascosto. L'attenzione dell'opinione pubblica cominciò così a focalizzarsi sulla povertà degli alloggi, sulle carenze di cibo, sull'alcolismo, sul diffuso inquinamento, sul rialzo degli indici di mortalità e sul ruolo subordinato delle donne.

Inoltre, grazie alla glasnost', si acquisì una maggiore consapevolezza degli orrori commessi dal partito comunista e dal regime sotto la guida di Stalin: dopo la denuncia di Nikita Sergeevi? Chruš??v, che aveva condannato il culto della personalità di Stalin, vi era stato un limitato (per quanto scioccante) dibattito pubblico sulle atrocità che erano state perpetrate. In seguito alla sua defenestrazione era subentrata una "normalizzazione" che aveva riportato in secondo piano la consapevolezza della propria storia. La visione idilliaca e propagandistica della vita sovietica, che era stata per lungo tempo presentata al mondo e al popolo dalle fonti di informazione ufficiali, venne rapidamente smantellata, mettendo in luce tutti gli aspetti negativi della società, cosa che avrebbe progressivamente minato le fondamenta del sistema sovietico, fino a determinarne il crollo.




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