ACCADDE IL 4 NOVEMBRE



Il mattino del 3 novembre le truppe italiane dilagavano oltre le linee austriache mentre la delegazione austriaca raggiungeva Villa Giusti dove il comando italiano si sarebbe più tardi accordato con von Webenau, per l'interruzione delle ostilità 24 ore dopo la firma del trattato. L'armistizio fu firmato a Villa Giusti alle 15:20, con la clausola che sarebbe entrato in vigore 24 ore dopo, alle 15:00. Solo dopo la firma il generale Weber informò che alle truppe imperiali era stato dato l'ordine di cessare i combattimenti. Chiese pertanto l'immediata cessazione delle ostilità. Il generale Badoglio rifiutò in modo netto e minacciò di proseguire le ostilità. Fu così che le armi cominciarono a tacere il giorno 4 di novembre, verso le 4 del pomeriggio.

L'armistizio fu quindi effettivo solamente 36 ore dopo che il comando austro-ungarico aveva dato unilateralmente l'ordine di cessazione delle ostilità alle sue truppe, che peraltro non avevano alcuna intenzione di condurre operazioni di combattimento. Questo diede successivamente adito a svariate polemiche, in quanto l'esercito italiano fu accusato di aver ottenuto una vittoria "contro un esercito che non combatteva"; d'altra parte l'esercito imperiale aveva già cessato di esistere come forza combattente con il 28 ottobre e l'inizio della ritirata.

Istituita nel 1919, la celebrazione del 4 novembre è l'unica festa nazionale che abbia attraversato decenni di storia italiana: dall'età liberale, al Fascismo, all'Italia repubblicana. Nel 1921, in occasione della celebrazione della Giornata dell'Unità Nazionale e delle Forze Armate, il Milite Ignoto venne sepolto solennemente all'Altare della Patria Roma.



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