BUONE CINQUE GIORNATE, MILANO: UN ULTIMO SFORZO

18 Marzo 2021.  Centosettantatré anni sono trascorsi e le generazioni poco alla volta hanno dimenticato.  No, non è il prologo del Signore degli anelli. È solo un capitolo della nostra storia e una delle pagine delle più gloriose e drammatiche della nostra città. 
Il tempo è passato, le celebrazioni sono state poco alla volta ridimensionate, la nostra memoria, ancor più breve per gli italiani che per altri, si è dissolta e di quei cinque giorni tra il 18 e il 22 marzo non ricordiamo ormai più nulla; sono divenuti soltanto un altro piccolo spazio sul calendario di un'era senza più tempo; senza più radici. L'immagine di apertura raffigura Pasquale Sottocorno: un semplice ciabattino che, nonostante una gamba offesa, partecipò attivamente alle Cinque Giornate di Milano. Ho voluto sceglierlo tra gli innumerevoli patrioti milanesi perché in questo delicato momento storico credo ci rappresenti forse meglio di altri.
 Il 21 Marzo 1848, a dispetto della sua menomazione, sotto il fuoco nemico e forte unicamente della propria determinazione il Sottocorno riuscì nell’impossibile: diede fuoco al portone del Palazzo del Genio in Via Monte di Pietà costringendo alla resa i soldati austriaci. Rimase ferito, fu osannato dalla gente, sfruttato dalla propaganda rivoluzionaria e, infine, tornò nell'ombra da cui era venuto. Con un ridicolo sussidio e continuando con il proprio lavoro, Pasquale morì di tisi polmonare a soli 38 anni, povero e dimenticato dai più.
Proprio come lui, anche la nostra città oggi è azzoppata; un nemico spietato e in apparenza invincibile ci sta bersagliando senza tregua lasciandoci quotidiane ferite. Una stampa ormai bene al di là della decenza esalta quotidianamente la nostra resistenza e il nostro coraggio ma probabilmente, quando tutto sarà finito, dei concittadini che avremo perduto, di tutte le strabilianti promesse di aiuto fatteci, delle pompose e vacue parole ammantate di solidarietà e della povertà che avrà colpito troppi tra noi ce ne scorderemo, commettendo lo stesso errore fatto in passato. Le generazioni future non sapranno mai quanta pena, quante tribolazioni e quanto coraggio ci siano costati questi anni e anche noi, come Pasquale Sottocorno, scompariremo nelle nebbie del tempo. O forse no. 
La commemorazione delle Nostre Cinque Giornate può rappresentare l'occasione ideale per rinverdire la memoria e riappropriarci della nostra identità. Un momento per ritrovarci e riavvicinarci l’un l’altro. Un wormhole (ponte spazio-temporale) dove passato e presente si incontrano perché proprio come i nostri avi anche noi stiamo combattendo per conquistarci il diritto al futuro, per far udire la nostra voce, per rivendicare le nostre esistenze.
Ricordare i nostri predecessori e comprendere quanti sacrifici abbiano compiuto per permetterci di godere della nostra attuale libertà ci renderà più forti e consapevoli, aprendo un passaggio nei secoli e consentendo ai futuri milanesi di ricordarsi di noi e della nostra determinazione al tempo della grande pandemia. Ce ne saranno grati e il futuro incuterà loro meno paura. 
Presto potremo scendere dalle barricate; un ultimo sforzo. Coraggio, Milano!
Buone Cinque Giornate.
Riccardo Rossetti

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