Chi vincerà fra Beppe Sala e Gabriele Albertini a Milano?

Profili e potenzialità di Beppe Sala e Gabriele Albertini nelle elezioni comunali a Milano. Il taccuino di Walter Galbusera, presidente della Fondazione Anna Kuliscioff

Poco tempo fa il sindaco di Milano Beppe Sala ha annunciato in un'intervista a Repubblica la sua adesione ai Verdi europei. Pur considerato molto vicino al Pd, era stato arruolato da Matteo Renzi dopo i risultati conseguiti come ceo di Expo 2015 a Milano, ma Sala non ha mai aderito al partito. Ciò non era un grande problema né ha impedito al gossip di arruolarlo, prima che la scelta cadesse su Enrico Letta, come uno dei potenziali nuovi leader del Pd o con incarichi al Nazareno, come ministro o come capo di una grande società pubblica. Sala non si è però mai esposto in prima persona limitandosi ad un generico “vedremo…”.
Sala, indiscusso candidato sindaco alle elezioni di Palazzo Marino con un profilo di amministratore di tutto rispetto, non ha mai costruito una sua aggregazione politica nel Pd né ha coltivato stretti rapporti con un leader nazionale, preferendo mantenere un profilo discreto di autonomia che, se gli lasciava margini di movimento, ne indeboliva il ruolo “romano”. È certo verosimile che si attribuisca la sua scelta politica “verde” come il tirarsi fuori da un partito che da una parte non gli aveva riservato grandi attenzioni e dall’altra rischiava di essere per lui sempre più scomodo e affollato da troppe correnti (come da lui dichiarato) nel quale faceva fatica a riconoscersi pienamente.
La sua adesione ai verdi d’Europa ha suscitato attenzione e forse qualche interrogativo ma non ha provocato alcuna esplicita reazione negativa da parte del Pd né a Milano né a Roma. In qualche modo se lo aspettavano ma non lo consideravano un evento catastrofico come invece sarebbe stata la decisione del sindaco di non ricandidarsi, cosa che avrebbe riaperto una partita assai complicata e ridato spazio e speranze a un  centrodestra che faceva (e fa) fatica a individuare un candidato credibile.
Del resto Beppe Sala non ha mai fatto vita di partito nel Pd lasciando cadere i numerosi inviti ricevuti per partecipare a riunioni di partito. E, in ogni caso, rimane il candidato del Nazareno alle elezioni d'autunno per Palazzo Marino. In fondo la collocazione di Sala tra i Verdi potrebbe rafforzare il suo ruolo nella partita ecologico-ambientale-digitale mobilitando ingenti risorse che divengono strategiche in una città metropolitana come Milano e dando un forte contributo  per la ripresa dell'economia di tutto il paese.

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