Com'è bella Milano

Buon Anno cari lettori che ci seguite sempre con affetto e attenzione, eccoci pronti a riprendere gli itinerari alla scoperta della nostra città. Il percorso che vi propongo per questo mese ci porta alla scoperta di tre bellissime chiese: inizieremo con quella di San Nazaro in Brolo.

Fermatevi un momento davanti alla facciata e immaginate il grande bosco che la circondava, abitato da cervi e molti altri animali selvatici dove si poteva andare a caccia, infatti “brolo” significava prato boscoso. Questa basilica ribattezzata anche “romana” per via della vicinanza all'omonima porta urbica, rappresenta uno dei più antichi edifici di culto cristiano a Milano. Sorge all'interno di un'area cimiteriale pagano-cristiana proprio lungo la via per Roma, nel tratto dove in epoca imperiale c'era la via Porticata. La sua fondazione risale al 385 per volontà del vescovo Ambrogio e fu consacrata nel 386 con reliquie degli Apostoli da cui deriva l'antica denominazione. È difficile stabilire l'identità di tali reliquie: si presume appartenessero a Giovanni, Andrea e Tommaso che Ambrogio si procurò a Concordia o Aquileia. L'edificio conserva l'antica pianta cruciforme a singola navata che rappresenta una novità significativa per Milano. Al centro della basilica sorgeva l'altare dove erano state tumulate le reliquie. Poco tempo dopo la consacrazione Ambrogio ritrovò il corpo di San Nazaro, martire di origine sconosciuta, i cui resti furono sepolti nel 395 sotto un nuovo altare posizionato in fondo alla navata. Entrando vi accorgerete che bisogna scendere alcuni gradini per aver accesso alla chiesa, questo ci porta a riflettere su quanto i detriti del tempo e dei bombardamenti dell'ultima guerra abbiano contribuito all'elevazione del manto stradale. Imperdibile una visita alla cripta e al giardino retrostante che ci farà compiere un salto nel passato. Bellissimo il presepe in legno permanente. Proseguiremo quindi verso via San Calimero alla scoperta dell'omonima chiesa, edificata nel V secolo dove sorgeva un tempio al dio Apollo e rimodernata nel 1882. Affascinante l'ingresso e la facciata, mentre ai due lati dell'altare si aprono due cancelletti che conducono alla cripta cinquecentesca. Interamente affrescata dai Fiammenghini, due fratelli pittori della Milano rinascimentale, la cripta conserva un altare tomba che custodisce i resti di San Calimero, quarto vescovo della città di cui si sa poco o nulla. Vi si trova anche un piccolo pozzo dalle acque ritenute miracolose, per questo il 31 luglio, giorno della festa di San Calimero, si era soliti far bere l'acqua agli ammalati. Nei periodi di siccità, durante la messa il sacerdote era solito versare l'acqua del pozzo sul sagrato come in un rituale propiziatorio. Proseguendo lungo la via meritano uno sguardo i bellissimi murales che ravvivano questo angolo così particolare. Ci porteremo verso la Chiesa di Santa Maria dei Miracoli sopra San Celso. La gesa d'i spos, dove la tradizione voleva che le neospose venissero a deporre il loro bouquet. Bellissima la facciata in marmo di Candoglia soprattutto se si arriva nell'ora del tramonto, ma la vera meraviglia si trova all'interno, si tratta del pavimento più bello di Milano. In marmo finemente intarsiato che raggiunge il massimo della fantasia caleidoscopica in corrispondenza del grande tiburio. Sul fondo bianco rosato del marmo di Candoglia spiccano nitidi gli intarsi in rosso veronese e nero grand'antico. L'autore di questa meraviglia è Martino Bossi (fine del XVI secolo). Unico rammarico, il nuovo altare maggiore post concilio copre in parte proprio il motivo centrale. Sotto l'altare a sinistra del presbiterio si trova l'icona della Madonna dei Miracoli molto consumata perché i fedeli erano soliti accarezzarla. Il 30 dicembre del 1485, mentre infuriava la peste, durante la messa il velo che copriva questo ritratto su spostato da una mano, la mano della Madonna del dipinto che sorrise e mostrò ai fedeli il bambino, dopo quella apparizione la peste cominciò a diminuire. Concluderemo qui la nostra visita, arrivederci alla prossima uscita.

Ed ecco le visite proposte per i mesi di gennaio e febbraio: martedì 15 gennaio primo tour del cotto: ci troviamo alle ore 15 uscita metro verde S. Ambrogio. Martedì 22 gennaio  secondo tour del cotto: ci troviamo alle ore 15 in piazza San Babila davanti alla fontana grande. Martedì 29 gennaio itinerario descritto nell'articolo sopra: ci troviamo alle ore 15 uscita metrò gialla Missori davanti all'edicola. Martedì 5 febbraio Tra storia e curiosità: ci troviamo in Largo Donegani (uscita metro gialla Turati) davanti alla fontana. Martedì 12 febbraio Tra romanticismo e Medioevo: ci troviamo alle ore 15 fermata metro verde S. Agostino (uscita via Olona).  


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