Com'è bella Milano

Cari lettori, come vi avevo anticipato, dopo tanto Liberty, Decò e Neogotico, quest'anno avevo pensato di approfondire l'architettura del ventennio della quale la nostra Milano conserva tantissimi esempi di rilievo. Partiremo quindi da piazza Cinque Giornate imboccando corso di Porta Vittoria e il primo palazzo che incontreremo sarà la Camera del Lavoro ora Palazzo dei Sindacati, un autentico modello di architettura Monumentalista (solenne, austera, ordinata). Messa in opera dal 1930 al 1933 dall'architetto Bordoni Angelo su progetto di Caneva e Carminati e costruita dall'impresa di Carlo Rusconi, occupa un'area quadrangolare di circa 200 mq. Edificio con pianta a U a struttura mista di mattoni per le pareti perimetrali e i divisori interni e cemento armato per le travi e i solai con copertura piana a terrazza. Alla piazza centrale in posizione elevata di circa un metro rispetto al corso, fa da fondale il capo centrale dell'edificio su cinque piani nel quale si apre l'ingresso principale. Una duplice scalea di pietra, uno degli elementi peculiari del prospetto sulla piazzetta. Il palazzo si presenta con un rivestimento di mattoni percorso al piede da una zoccolatura in granito verde della Valcamonica e arricchito centralmente da paramenti in pietra calcarea nei quali si leggono motivi novecenteschi di semicolonne, strombature, fasce, e tondi. Le testate sul corso conservano tracce degli originari fasci littori, mentre sono prive dei gruppi scultorei che ne caratterizzavano il coronamento superiore raffiguranti la Marcia su Roma e la Carta del Lavoro. Il palazzo possiede un vasto salone al piano interrato predisposto ad accogliere fino a mille persone, corrispondente alla piazzetta centrale e collocato a circa due metri sotto il livello della falda freatica con conseguente obbligo di un accurato isolamento, ma anche di un'armatura in ferro commisurata a contrastare la spinta dell'acqua verso la superficie, frutto di un accurato progetto all'avanguardia. Prima di raggiungere il Palazzo di Giustizia, come sempre ci concederemo uno sguardo ai palazzi al numero12 del corso per rifarci un po' la vista con le quattro figure femminili in panneggio che sorreggono il tetto, mentre al numero 16 troveremo quattro figure virili che sorreggono il balcone.Ed eccoci arrivati davanti al Palazzo di Giustizia, edificato dal 1932 al 1940 su progetto di Marcello Piacentini (ricordato anche come l'architetto del duce) ed Ernesto Rapisardi. Costruito su un'area di circa 40.000 mq ha contribuito alla trasformazione di tutta la zona adiacente al Verziere, per fargli spazio sono infatti stati demoliti edifici di culto, palazzi antichi e residenziali. Il costo di questa opera si aggira sui 120 milioni di lire (85 per la costruzione, 5 per l'arredamento e 30 per pagare gli espropri). Si tratta di un immenso complesso cubico che si innalza a forma trapezioidale con la fronte principale lunga 120 metri e alta 38, arretrata rispetto al corso in modo da creare lo spazio necessario per il movimento di pedoni e vetture. È diviso in tre sezioni: Corte d'Appello su corso di Porta Vittoria, Tribunale su via Freguglia, Pretura ingresso su via San Barnaba. Si compone di 130 locali, 26 scale secondarie e 9 ascensori. Sulla facciata si apre un triplice portale di accesso al grande vestibolo alto 25 metri, sormontato da un'epigrafe in latino che rappresenta l'unico elemento decorativo della costruzione. La facciata si presenta in marmo di Vallestrona, mentre nella zona basale è stato utilizzato serizzo della Val Masino. La grande scalinata è in diorite scura di Anzola.I bassorilievi presenti sulla facciata di via Freguglia sono di Fausto Melotti, mentre quelli su via San Barnaba son opera di Corrado Vigni. Il nostro giro si concluderà con la visita alla chiesa di San Pietro in Gessate, le cui origini risalgono al XIII secolo e si riferiscono alla chiesa di un convento dell'ordine degli Umiliati. Nel 1433 Papa Eugenio IV sostituì gli Umiliati con i Benedettini che avviarono la ristrutturazione del complesso a opera di Guiniforte Solari. Nel 1772 il monastero fu soppresso e la chiesa rimase in uso come parrocchia, mentre gli spazi monastici divennero sede dell'Orfanotrofio Maschile dei Martinitt fino al 1932. La facciata attuale è frutto del restauro condotto nel 1912 da Diego Brioschi. All'interno un vero capolavoro è rappresentato nella Cappella del Grifo, dal nome del suo committente che riposa nel monumento sepolcrale. Alzando gli occhi si scopre nel cielo stellato dipinto di blu una serie di angeli musicanti opera di Bernardino Butinone e Bernardo Zenale, pittori trevigliesi autori anche dei dipinti alle pareti. Altri angeli musicanti affiorano nella lunetta affrescata dal Bergognone nel transetto a destra dell'altare.

Albertina Fancetti.


Ed ecco le visite proposte per il mese di aprile e maggio 2019: martedì 23 aprile il tour descritto nell'articolo sopra, ci troviamo alle ore 15 in piazza Cinque Giornate angolo corso di Porta Vittoria. Martedì 30 aprile visitiamo l'Orto Botanico e La Biblioteca Braidense, ci troviamo alle ore 15 uscita metro verde Lanza. Martedì 7 maggio primo tour della Martesana, ci troviamo alle ore 15 fermata metro Lilla Marche uscita numeri pari. Martedì 14 maggio secondo tour della Martesana, ci troviamo alle ore 15 uscita metrò Rossa Gorla.