DAVID GROSSMAN - Ci sono bambini a zig zag - Mondadori -

INCIPIT - Il treno fischiò, lasciando la stazione. Dal finestrino di una 
carrozza un bambino guardava l'uomo e la donna che lo stavano
salutando dalla banchina. L'uomo agitava timidamente una mano,
imprimendole movimenti minimi. La donna sventolava
entrambe le mani, oltre a un enorme fazzoletto rosso.
L'uomo era suo padre, la donna era Gabriela, cioè Gabi. L'uomo
indossava l'uniforme della polizia, perché era un poliziotto.
La donna aveva un abito nero, perché il nero snellisce. Anche
le righe verticali snelliscono. Ma niente snellisce, diceva Gabi
ridendo, come mettersi vicino a qualcuno più grasso di te; solo
che io non l'ho ancora trovato.



Finis - Guardai il pavimento, poi il soffitto. Pensai che Yakov era
un nome adatto a un investigatore. Pensai di dire loro che
d'ora in poi dovevano chiamarmi Nonik. A quel punto non
mi restò più niente a cui pensare. In un bagno di lacrime Gabi 
cercò tentoni la mia mano dietro la schiena di papà, e la strinse
con riconoscenza. Poi la sollevò e scrisse nell'aria, come un
messaggio segreto fra noi due: alla fin


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