MARZO

Racconto poliziesco di Macc Tony

- Quando ha saputo della morte di Emanuele?

- Stamattina, uscendo di casa. Ho incontrato una vicina che mi ha raccontato… del fatto accaduto.

- Da quanto tempo vi frequentavate, lei e Fardelli?

- Saranno stati sei mesi.

- Vi siete conosciuti qui?

- Sì. 

- Suo marito che lavoro svolge?

- Pilota di aereo.

- Attualmente dove si trova?

- A Londra. Tornerà in serata.

- Così anche stanotte eviterà di restare disoccupata nel senso di non occupata – non poté fare a meno di dire Cardona. Lei arrossì di vergogna.

- La prego: non ditegli nulla. La prego.

- Suo marito sospettava forse qualcosa?

Lei scosse il capo. – No. Ne sono sicura.

- Lei, forse. Noi, non ancora. Chi ha ucciso il suo amico lo ha fatto con una forza tale che solo

   l’odio può provocare. Per cui un legittimo sospetto sul suo sposo legittimo non va tralasciato.


Lei non fece commento alcuno.

- Mi deve seguire al commissariato. Avvisi chi di dovere che deve lasciare il suo posto di lavoro.

La donna si lasciò andare alla disperazione. Tutta la sua compostezza di prima altro non era stata se non una impalcatura di facciata la quale mascherava la sfacciata che dietro si celava.

- Cosa devo dire? Rischio di perdere il posto…

- A questo ci doveva pensare prima di perdere la faccia. Si sbrighi.

Laura Tessarini sollevò la cornetta del telefono bianco come il colore degli omonimi telefoni di quel periodo del cinema italiano che va noto sotto il nome di “Telefoni bianchi” e disse all’interlocutrice:

- Franca, devo assentarmi per qualche ora. Devo recarmi al commissariato.

L'angelo degli abbandoni

di Giorgio Casalone
EDB Edizioni

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STIRPE DI DONNE

di Albertina Fancetti
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