"Diabolik. Ginko all'attacco!"

Di recente è apparso in edicola il romanzo "Diabolik. Ginko all'attacco!", scritto dall'autore milanese Andrea Carlo Cappi e tratto dalla sceneggiatura del film omonimo a cura dei Manetti Bros, di Michelangelo La Neve e Mario Gomboli. Il romanzo è di sicuro buono, ben scritto, appassionante sebbene la differenza con il fumetto ci sia e si senta, poiché quello che nelle storie a fumetti regge, nella trasposizione scritta fatica maggiormente a risultare credibile. Esempio eclatante fu "Tex e il signore degli abissi", film quasi ridicolo rispetto alla bella edizione a fumetti dei primi anni '70. È che il fumetto gode di grande libertà, il romanzo molto meno e il film meno ancora. Qui abbiamo un film: il primo della serie, che pur nelle sue scene dichiaratamente esagerate rende e ci arrende al diktat della fantasia creatrice. Gli interpreti del film: Luca Marinelli, Miriam Leone, Valerio Mastandrea, sono bravi e credibili, tanto da meritarsi il plauso non solo dei fratelli registi ma anche del disegnatore principale di Diabolik, personaggio nato dalla fantasia della allora quarantenne Angela Giussani, autrice delle prime storie nonché di molte delle seguenti, aiutata dalla sorella Luciana e - in seguito - da molti altri sceneggiatori, fra i quali Cappi che, nato a Milano nel 1964, è negli anni diventato un grande autore, traduttore e giornalista nonché intervistatore. Fra i suoi libri: "La donna più bella del mondo", biografia della vita e la morte di Marilyn Monroe, e di "Morte accidentale di una Lady", relativa alla vita e alla morte di Diana Spencer, sposata per favorire la causa monarchica e messa vergognosamente da parte dal marito e dall'intero entourage reale, che di reale possiede più che altro la cretineria, sebbene anche un grande giornalista come Montanelli che nella sua carriera ha spesso clamorosamente sbagliato i suoi giudizi e pregiudizi, dall'affezione alla causa monarchica alla morte di Enrico Mattei, dal delitto Moro alla difesa di Andreotti affermasse che la principessa avrebbe dovuto sapere che nel mondo reale (monarchico in primis) non c'è posto per il mondo irreale delle favole, e che un cavallo come l'attuale prossimo monarca non è obbligato a restituire l'amore che una giovane e bella e romantica ragazza gli concede. Lo stesso Philip, padre del principe Charles, diceva alla nuora che gli sembrava inconcepibile che suo figlio prediligesse Camilla.
Per tornare a Diabolik, il fumetto nero re delle pubblicazioni negli anni '60 e '70, e che ancora oggi vende bene, il romanzo tratto dal film dei Manetti Bros è ambientato alla fine degli anni '60 nell'immaginaria città di Clerville, dove il re del terrore vive e prospera grazie alle sue spericolate rapine affiancato dalla splendida Eva Kant, che pur portando il cognome di un filosofo è soprattutto col nome della prima donna della storia umana che vive e vegeta, o meglio: non vegeta affatto perché è parte attiva oltre che cattiva nella società Diabolik-Eva, aiutando il suo uomo e all'occorrenza soccorrendolo quando ne ha bisogno. Cappi ha saputo trasformare sulla carta stampata ciò che le immagini del film avevano proposto, procurandoci sogni forse più concreti che hanno il merito di farci sognare maggiormente a occhi aperti, al contrario di film che a volte gli occhi ce li fanno socchiudere quando non proprio chiudere perché: a seconda del peso dell'età, del peso dello stomaco zavorrato da cibo e alcol, del peso dei nostri personali pensieri, le immagini si confondono nella nostra mente confusa contribuendo a un tourbillon di immagini prive di senso.
Antonio Mecca

L'angelo degli abbandoni

di Giorgio Casalone
EDB Edizioni

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STIRPE DI DONNE

di Albertina Fancetti
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