DIARIO DI UN'APPRENDISTA ASTRONAUTA

Avere un sogno è importante in virtù del cammino, non del traguardo

Lunedì cinque novembre: l'appuntamento è alle ore diciassette, quando Samantha Cristoforetti sarà presente alla libreria della stazione Termini per presentare e firmare copie del suo libro "Diario di un'apprendista astronauta", volume di cinquecento pagine che racconta del suo apprendistato di astronauta prima e del viaggio nello spazio poi avvenuto tra il 2014 e il 2015 per un totale di 199 giorni. Samantha arriva nel piano sotterraneo della grande e bella libreria Borri sistemata lungo tre piani, con dieci minuti di ritardo a causa del maltempo che in quei giorni affligge Roma e non solo Roma, accolta da una scolaresca di studenti di scuola media superiore accompagnati dai loro insegnanti. Indossa la consueta maglietta color rosso granata che le lascia scoperte le braccia e che di solito utilizza anche per altre ospitate televisiva. Lei è provvista di un temperamento caldo che la rende simpatica ai più. Volto sbarazzino e sorriso che spesso le illumina il volto e la fa somigliare a una bambina felice: felice di essere al mondo e di avere realizzato il sogno della sua vita: quello di diventare astronauta.

Samantha Cristoforetti è da subito affiancata - come una spina al fianco di una rosa - da una responsabile della libreria che le fa una richiesta inusitata: quella di affondare la mano destra in un contenitore di calce per rilevarne la impronta e poi imprimerne la firma, stile Walk Of Fame di Hollywood. Lei però è qualcosa di diverso e di ben superiore alle Star hollywoodiane, perché se queste possono talvolta farci sognare, Samantha Cristoforetti il sogno lo trasforma in realtà. La simpatica ingegnera e scienziata, probabilmente non preavvertita di questa cosa, rimane dapprima meravigliata, per poi assoggettarsi alla procedura. Quindi si siede dietro un tavolo con alle estremità pile del suo bel libro pubblicato da "La nave di Teseo" e comincia a parlare. Senza microfono, perché chi ha organizzato l'incontro non ne ha ritenuto necessario l'utilizzo. Va bene che non siamo in molti, nella saletta ricavata all'opposta estremità della libreria; ciò non toglie che una ricezione migliore delle voci di coloro che pongono le domande e soprattutto di colei che risponde sarebbe stato più accattivante. Come se questo inconveniente non fosse sufficiente, ecco che i mediocri organizzatori ogni tanto fanno fuoriuscire dall'interfono una voce che chiama questo o quell'impiegato della libreria perché desiderato in un determinato settore. Eliminare il contatto non era possibile? Alla prima di queste interruzioni Samantha si ferma sorpresa, per poi sorridere del suo sorriso contagioso  e alle successive interruzioni, farà finta di niente. Dopo una ventina di minuti gli interventi devono finire perché Samantha Cristoforetti deve andar via. Le copie del suo libro sono state firmate prima ancora dell'inizio della serie di domande postele dal giovanissimo pubblico lì presente, per cui la giovane donna indossa un giaccone marrone chiaro e a grandi passi fila via per raggiungere il pianoterra e da lì presumibilmente un taxi su cui salire. Samantha Cristoforetti è nata a Milano il 26 aprile 1977 ma cresce a Malé, in provincia di Trento, dove trascorre un'infanzia e un'adolescenza felici. Compie gli studi superiori dapprima a Bolzano e successivamente a Trento, laureandosi quindi in ingegneria aerospaziale all'Università tecnica di Monaco di Baviera. Ha frequentato nel 1994, la High School di St.Paul, nel Minnesota. Aviatrice, ingegnere, astronauta militare e conosce quattro lingue: inglese, francese, tedesco e russo. Nel 2001 - anno di un'ipotetica odissea nello spazio - viene ammessa all'Accademia Aeronautica di Pozzuoli uscendone quattro anni dopo col grado concreto di ufficiale. Consegue la laurea in Scienze aeronautiche presso l'Università Federico II di Napoli. Successivamente si specializzerà negli Stati Uniti ottenendo l'abilitazione al pilotaggio degli aeromobili con il grado di capitano. Nel 2009 viene selezionata come astronauta dall'Esa: Agenzia Spaziale Europea quale prima donna italiana e terza europea risultando tra i sei migliori su 8500 candidati. La sua prima missione dura sei-sette mesi, e consiste nel raggiungere la stazione spaziale internazionale a bordo di un veicolo Soyuz. Durante la permanenza vengono eseguiti diversi esperimenti sulla fisiologia umana, analisi biologiche e la stampa 3D in assenza di gravità in modo da sperimentare la possibilità di stampare pezzi di ricambio per la stazione stessa senza dipendere dagli invii da terra. Con la missione ISS 42 Expedition 43 Futura ha conseguito il record europeo e quello femminile di permanenza nello Spazio in un singolo volo. Samantha Cristoforetti rappresenta per il nostro Paese motivo di orgoglio che ben si contrappone al leitmotiv solito in cui a prevalere sono mediocri individui che nulla danno alla Scienza e all'umanità. Se ci sono popolazioni che preferiscono vivere secondo i dettami della natura, ce ne sono per fortuna altre fra le quali si trovano persone che studiando l'astronomia cercano di scoprire nuovi pianeti il più possibile simili alla Terra. Perché se il Sole muore, come diceva lo scrittore Ray Bradbury ad Oriana Fallaci, "allora anche ciò che abbiamo fatto fino a quel momento muore. E muore Omero, e muore Michelangelo, e muore Galileo, e muore Leonardo, e muore Shakespeare, e muore Einstein, e muoiono tutti coloro che non sono morti perché noi li viviamo, perché noi li pensiamo, perché noi li portiamo dentro. Salviamoli, dunque, salviamoci. Prepariamoci per continuare la vita su altri pianeti, per ricostruire su altri pianetti le nostre città: non saremo a lungo terrestri!". Per Samantha Cristoforetti - che porta nel cognome un vezzeggiativo del nome di Colombo: Cristoforo. Così come lui solcò i mari per trovare nuove terre, così lei cerca di attraversare lo spazio per trovare nuovi pianeti. Come dice a pagina 320 del suo libro: "Avere un sogno è importante in virtù del cammino, non del traguardo. Da un obiettivo ambizioso si trae la motivazione a impegnarsi a fondo, a scegliere la strada più difficile, quella che permette di crescere".

Leggere questo bellissimo libro che si struttura nell'arco di sei anni: dal 2009 al 2015, significa apprendere molte cose. La generosità del carattere di Samantha si estende anche ai proventi delle vendite del suo libro, devoluti interamente all'Unicef Italia, della quale dal Settembre 2015 è ambasciatrice. E la dedica che apre il libro è rivolta alla figlia Kelsi Amal, nata due anni fa a Colonia dall'unione con Lionel Ferra, istruttore degli astronauti. Kelsi Amal in lingua araba significa: Coraggiosa Speranza. Quella che Samantha e quelli come lei rappresentano per tutti gli esseri umani.      

Antonio Mecca