ELVIS PRESLEY

Il numero 1 della musica leggera

La vitalità del cinema americano, da sempre il numero uno nel mondo, si vede anche da un film come il recente "Elvis", che interpretato dal giovane attore Austin Butler riporta in vita e in auge il grande cantante statunitense Elvis Presley.
Nato a Tupelo, Mississippi l'otto gennaio 1935 e morto a soli 42 anni, quando il sole del successo ancora brillava alto su di lui, il 16 agosto 1977 a Memphis, Tennessee, ormai sovrappeso e sopra le righe in tutto, tanto che cinque anni dopo il suo matrimonio con Priscilla Beaulieu si sarebbe separato da lei e: cinque anni dopo ancora si sarebbe separato anche dall'esistenza, un'esistenza che sempre più gli andava pesando al pari del proprio fisico strabordante.
Elvis aveva cominciato a farsi notare nella prima metà degli anni Cinquanta, non tanto per le canzoni che proponeva ma per come le proponeva, muovendo il suo fisico a quel tempo longilineo e soprattutto il suo bacino, tanto da farlo soprannominare Elvis the Pelvis, soprannome che a lui non andava a genio proprio come ad Alberto Sordi non andava quello di Albertone. Ben presto quello che era stato un giovane figlio di genitori poveri che come professione aveva intrapreso quella del camionista (e forse per questo cantava con trasporto), complice il passa parola e le prime esibizioni televisive divenne il numero uno della musica leggera americana prima e mondiale poi. Dotato di una voce profonda e calda che da noi in Italia ebbe il suo corrispettivo in quella di Bobby Solo mentre per le movenze in Little Tony e Adriano Celentano (e in Francia in Johnny Hallyday, compagno di Sylvie Vartan) Presley sembrò non fermarsi mai per circa vent'anni, complice anche la discussa figura del suo manager, lo pseudo colonnello Tom Parker. Forse senza di lui Elvis non sarebbe diventato quello che diventò; forse invece senza sarebbe stato meglio e non sarebbe finito nella spirale del malessere e della depressione combattuta a suon di anfetamine. D'altronde il colonnello non per nulla aveva lo stesso nome di un terribile e temibile gangster: Parker, personaggio "nero" creato da Richard Stark, uno fra i più grandi scrittori di polizieschi del mondo. Presley fu inizialmente boicottato dai cosiddetti benpensanti per la carica eroticamente negativa che trasmetteva e che soprattutto le ragazze recepivano, come sempre più avanti rispetto agli uomini. Durante il suo servizio militare in Germania ebbe modo di conoscere Priscilla Beaulieu, figlia di un ufficiale lì di servizio. I due si innamorarono e, nel 1967, si sposarono: a Las Vegas, la capitale del gioco d'azzardo. E fu un azzardo anche il loro matrimonio, visto che di lì a cinque anni vi fu il divorzio, dopo che era nata nel frattempo anche la loro bambina Lise-Marie. Concluso il servizio militare Elvis riprese a cantare e a fare tournée e film. Tra questi, girato prima della naia, vi fu "Il delinquente del Rock-and-Roll". Giuseppe Marotta, che vide il film, così scrisse di Elvis:
"Se non lo avessero testé dichiarato abile al servizio militare, non saprei quale sesso, in coscienza, attribuirgli".
Ma le ragazze da sempre non sono poi così schizzinose, e amano anche ragazzi che possono ricordare loro un po' se stesse. Questo grande e purtroppo grosso (nei suoi ultimi anni) artista sfornò 61 album vendendo oltre un miliardo di dischi. Già nel 1957, intorno ai suoi inizi, fu in grado di sborsare 100.000 mila dollari per l'acquisto di Graceland, principesca dimora dove si stabilì con i propri genitori.
Il film, diretto da Baz Luhrmann e interpretato da Austin Butler, Tom Hanks e Olivia DeJonge nel ruolo della bellissima Priscilla ha la durata di 159 minuti, due ore e mezza abbondanti in cui i bravissimi attori sono più che convincenti.
Antonio Mecca


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