ESPRESSIONE COME LIBERAZIONE NEI ROMANZI DI CHIARA GAMBERALE

"L'isola dell'abbandono" nuovo romanzo di Chiara Gamberale è ambientato tra Roma e Naxos, isola greca che pare sia all'origine della celeberrima frase: "Piantare in asso". Questo perché Teseo, uscito dal labirinto grazie all'aiuto di Arianna e del suo famoso filo, anziché filarsela con lei da Creta ad Atene la lascia sull'isola. Da qui la contrazione: "Piantare in asso". C'è una correlazione tra la giovane protagonista del libro, ed è forse questa: che se l'eroe greco del labirinto è riuscito ad uscire, lei invece una volta entrata ancora ne è prigioniera, poiché la sua particolare indole fatta di apprensione ed eccessiva sensibilità la costringe a non allontanarsene troppo e la stringe a sé con un doppio filo, condividendo con Teseo anche i mostri, che se in quest'ultimo era il Minotauro - corpo di umano e testa di toro - nel suo è stato invece un minus habens (corpo umano e testa di...).
Costui viene trasfigurato nel nome di Stefano, e se il personaggio corrisponde in buona parte nella parte tutt'altro che buona dell'ex compagno, c'è davvero da mettersi le mani nei capelli. Più vecchio di lei di 13 anni e mezzo, l'uomo non ha fatto a mezzo con nessuno ma l'ha tradita. Lei, seppur litigandoci, lo ha perdonato molte volte prima dell'inevitabile separazione. C'è da dire che in molte donne: praticamente in tutte, vi è una sorta di masochismo che le porta a considerare il compagno traditore come una sorta di figlio da rieducare dopo averlo accalappiato al lazo del proprio cordone ombelicale mai del tutto dismesso con il quale tentare di tenerlo a sé trasfigurandolo in qualcosa che neppure loro ben sanno. Da qui l'abbondanza di femminicidi quando va male, tradimenti quando va meglio, e abbandoni quando va così come dovrebbe andare con la separazione.Chiara Gamberale è nata a Roma il 27 aprile 1977, figlia di madre ragioniera e padre manager delle ferrovie. Si sarebbe quindi aspettati che la figlia non avrebbe intrapreso il classico binario morto che a nulla conduce, e così in gran parte è stato. Nel 1999 Chiara con il romanzo "Una vita sottile", primo di tredici libri compreso questo nuovo "L'sola dell'abbandono". Sembra quasi che la Gamberale cerchi di risultare l'esatto opposto del suo nome, e di trasformare e sformare la sua prosa da chiara a contorta.
Intendiamoci, Gamberale è una scrittrice di grande talento, e ben lo si capisce nel leggerla. In quanto ad interpretarla, è un altro paio di maniche. In questo nuovo romanzo la protagonista non ha un nome ma un soprannome "Occhi", uno dell'isola di Naxos si chiama semplicemente "Di", dall'iniziale del suo nome, e l'unico che possiede un nome normale Stefano, tanto normale non è. Vi sono pagine molto belle contenenti frasi più riflessive: "È enorme come un dio e incompleto come un essere umano", riferendosi a Kouros, la scultura greca del VII secolo avanti Cristo raffigurante un ragazzo. Oppure: "Se sapessimo di cosa abbiamo bisogno non avremmo bisogno dell'amore", frase magari non del tutto condivisibile perché dell'amore se ne ha bisogno sempre. In "Otto e mezzo" di Fellini un personaggio diceva: Chi dice che siamo venuti al mondo per essere felici? È che la vita è sempre dannatamente complessa, più che altro perché siamo noi esseri umani a essere così. Meglio allora restare ignoranti, perché semplici? Troppa istruzione, troppo intellettualismo, sono sinonimi di infelicità? Forse questo avvicinarsi a Dio e ai misteri della creazione è uno stop da parte dell'Entità Suprema affinché non la si affianchi? La protagonista del libro fa la disegnatrice di fumetti per bambini, e trova in quel mondo semplice la valvola di sfogo della sua esistenza tutt'altro che semplice. Lasciata da Stefano, un architetto che più che architettare case architetta vie di fuga abbandonandola periodicamente, e poi finirà per sposare un'altra donna e avere con lei tre figli. Chiara si unirà con Damiano, ex psichiatra del suo ex Stefano. Con lui farà una figlia, che verrà chiamata "Vita", nome che porta in sé la speranza nel futuro. Insomma: leggere libri simili è utile per comprendere cosa sia la psiche femminile, labirinto nel quale le prime a perdersi e a disperdersi sono spesso proprio le donne. Il filo che facciamo loro non è sufficiente perché le possa guidare fuori dal dedalo della loro mente. Intendiamoci: l'intelligenza è sempre una gran cosa. Resta da vedere se oltre che elucubrare sul nulla si riesca anche: come molti uomini hanno fatto, ad elaborare e costruire oggetti che ci hanno di volta in volta elevato sugli altri animali. Perché la storia dell'Uomo non è soltanto la storia di massacri e stragi ma anche quella di persone che hanno lavorato per costruire e migliorare la società umana.
Leggere libri di autrici come Chiara Gamberale, Alessia Gazzola, e altre, è leggere non solo di vicende e personaggi inventati, ma anche di situazioni e persone esistenti, che piazzano sulla carta o sul computer il proprio "Io" spesso nascosto nella vita di tutti i giorni e che solo nella scrittura: questa sorta di transfert nella messa in opera dell'Opera, si realizza.  

Antonio Mecca

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