FASTIDIO DELLA PUBBLICITÀ

La pubblicità generalmente suscita fastidio pressoché a tutti. A nessuno piace infatti vedere interrotta la visione di un film, un telefilm, un programma televisivo (neppure ai produttori che vengono ben pagati per i loro diritti) per assistere a una vagonata di spot che viaggiano su un binario parallelo a quello dello spettacolo interrotto. Ciononostante nei tempi attuali e terribili che stiamo vivendo anche la pubblicità può risultare gradita, perché il consigliare modelli di comportamento relativi al mantenimento in vita dei cittadini non può non piacere. È commovente assistere alla didattica elargitaci attraverso il piccolo schermo affinché si impari ad agire nella maniera più giusta. Il tutto spesso condito da piccoli sketch che ingenerano in chi li guarda un po' di buonumore che serve a tirarci su di morale. È vero che la pubblicità, se è troppa, scoccia alquanto. Ma proviamo per un momento a pensare a un mondo che ne sia privo, che non abbia la possibilità di far conoscere prodotti creati da piccole, medie e grandi industrie ai possibili consumatori. Non somiglierebbe tutto questo a un mondo dittatoriale dove un partito unico estende i propri tentacoli anche all'informazione, allo spettacolo e - appunto - alla pubblicità? Pubblicità che non sarebbe neppure necessaria per pubblicizzare i pochi prodotti statali esistenti, perché o mangi quella minestra oppure salti da quella finestra. Il grande Guareschi si lamentava fin dalla metà degli anni Cinquanta per la proliferazione di pubblicità nella radio: ovviamente RAI, di allora. Figurarsi poi in seguito! Però così come esiste anche la pubblicità progresso esiste anche una pubblicità che facendoci conoscere i vari prodotti esistenti genera in noi la curiosità e con essa il desiderio di provarli, per decidere poi se tornare ad acquistarli oppure no. Quindi mai forse come oggi la pubblicità ci è apparsa un simbolo di vita, una vita che nonostante tutto continua a scorrere regalandoci speranza in un futuro migliore che sappia traghettarci verso la scomparsa normalità, sempre cercando di non dimenticare le parole e gli avvertimenti dei vari scienziati ecologisti che da decenni ci avevano messi in guardia su quanto avrebbe potuto succedere e che poi infatti è regolarmente - in questa maniera irregolare di vivere l'esistenza - successo.  

Antonio Mecca

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