I RE DELLA TRUFFA

Un nuovo giallo sul mercato italiano dove già vive la collana Milano in giallo con i suoi 6 volumi - a febbraio uscirà il settimo .

La Casa Editrice Minimum Fax ha pubblicato la ristampa del primo romanzo della scrittrice americana Sara Paretsky "I re della truffa", nella nuova traduzione di Luca Briasco. Sara Paretsky ha creato la figura dell'investigatrice privata V.I. Warshawski, giovane donna di origine polacca così come di origine polacca è la sua autrice. La figura del detective privato è: nei polizieschi americani, una figura centrale, e ha quasi sempre visto come personaggio eroe quello di un uomo giovane ancora, robusto di costituzione (non solo fisica, ma anche di quella presente nelle tavole della Legge), forte e coraggioso a sufficienza da poter affrontare la sufficienza di arroganti e incalliti criminali decisi a tutto. Ci sono state delle varianti, ovviamente, che sono andate dal cinico detective di Dashiell Hammett: Sam Spade, al sentimentale e battutista Philip Marlowe di Raymond Chandler, dal duro e violento e qualche volta sadico Mike Hammer di Mickey Spillane all'ironico e dongiovanni braccio destro di Nero Wolfe: Archie Goodwin. C'è stato il nero Shaft, il gay Dave Brandstetter di Joseph Hansen, il simpatico Donald Lam valido aiutante della titolare di agenzia Bertha Cool. Una donna investigatrice privata che si muovesse sulle orme dei suoi colleghi uomini ancora non c'era stata fino agli inizi degli anni '80. quando apparvero, praticamente in simultanea, nel 1982, i primi romanzi delle investigatrici Kinsey Millhone e V.I. Warshavski, create rispettivamente da Sue Grafton e Sara Paretsky. La detective della Paretsky "nacque" nel 1979, quando la sua autrice aveva trentadue anni essendo nata nel 1947, praticamente la stessa età della sua bella eroina nonché dell'eroe di Chandler, Philip Marlowe, che nella sua prima apparizione del 1939 ne "Il grande sonno", di anni ne dichiarava 33. Il romanzo, ambientato a Chicago, ebbe successo e fu il primo di 21 romanzi apparsi fino a quest'anno, e dal secondo di essi: "Nodo alla gola", nel 1991 venne ricavato un film con protagonista la brava, bella e almeno fino a quel tempo magra e affascinante Katleen Turner, da noi intitolato: "Detective con i tacchi a spillo". Sara Paretsky si dichiara - nella prefazione riportata nella nuova edizione del libro - una ammiratrice di Raymond Chandler, Ross Macdonald e John D. Macdonald, nonché di brave autrici quali Margery Allingham, Ngaio Marsh e Doroty L. Sayers. C'è però da dire che gli scrittori uomini che hanno imperversato nella crime fiction fino agli anni Sessanta-Settanta hanno infierito non poco sulle figure femminili, trasformando e sformando le donne in dark ladies o ingenue santarelline, mentre le donne nella realtà sono diverse e provviste di una sensibilità e di una forza morale che non può venire negata dagli uomini più sensibili, maturi e intelligenti. Ecco quindi che l'arrivo nella schiera dei maestri del poliziesco di donne che si cimentano da par loro con il mistery non può che venire salutato con gioia. Lo stile di Sara Paretsky è quello di una autrice che pur ricalcando in parte la figura di Marlowe evita di farne un Philip Marlowe in gonnella, utilizza poche battute verbali ma non esita ad utilizzare quelle fisiche, perché Vic-Victoria è figlia di un poliziotto e sa come difendersi all'occasione. C'è anche molta atmosfera in questi romanzi, di cui il primo risale come gestazione all'ottobre 1979, quarant'anni dopo la prima apparizione di Marlowe e nello stesso mese in cui il detective si muove nella finzione letteraria alle dipendenze del generale Sternwood. Di Marlowe la Paretsky è stata anche una brava autrice quando per l'antologia di racconti pubblicata nel 1988 scrisse una short story dove Marlowe è protagonista di una indagine ambientata nel 1942 che risalta per la qualità dello stile. Sara Paretsky con i suoi 21 romanzi tutti incentrati sulla figura di V.I. (Victoria Iphigenia) Warshawski è di sicuro una delle scrittrici che maggiormente risplendono nell'Empireo del poliziesco. Ci sono dei momenti in cui se ci si distrare un po' si può credere che a narrare in prima persona sia un detective privato uomo, e infatti il traduttore alcune volte ne trascrive al maschile le sue gesta. Infine, è da ricordare uno degli amici e maestri di Sara: Stuart Kaminsky, anch'egli americano di origine polacca, che l'autrice nella prefazione ringrazia. Poiché Stuart: grande ammiratore di Chandler, seppe aiutarla con buoni e validi consigli che servirono ad instradare il romanzo della Paretsky sulla giusta via per raggiungere il successo di critica e di pubblico.  

Antonio Mecca

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