Il centenario dalla nascita: 1921, di Frédéric Dard,

Ricorre quest'anno il centenario dalla nascita: 1921, di Frédéric Dard, scrittore francese originario di Jallieu, paese del centro sud della Francia non lontano da Lione, che nella sua vita di letterato ha pubblicato circa 300 romanzi in sessant'anni, di cui 184 soltanto con protagonista il suo personaggio più celebre e celebrato: il commissario Sanantonio della polizia parigina. Il romanzo che Rizzoli ha di recente pubblicato risale al 1956, e si intitola "I bastardi vanno all'inferno", uno fra i dieci libri pubblicati dallo scrittore francese nel corso del 1956, quattro a firma Dard, quattro come Sanantonio e due con l'originale pseudonimo di Kaput. 
"I bastardi vanno all'inferno" è forse l'unico libro di Frédéric Dard che ha avuto tre apparizioni diverse: dapprima testo teatrale, poi sceneggiatura cinematografica, quindi romanzo. La vicenda vede protagonisti due detenuti: Hal e Frank, uno dei quali finirà per rivelarsi un poliziotto infiltrato che cerca di sapere dall'altro qualcosa su cui l'Autore non ci mette al corrente. Il linguaggio adoperato è un linguaggio violento, e non solo per la descrizione di certi atti che non sono certo gli atti degli apostoli e per la non discrezione su determinati comportamenti. Scritto da Frédéric Dard all'età di 34 anni, "I bastardi vanno all'inferno" è una storia permeata dalla violenza: fisica e verbale dalla prima all'ultima delle sue 180 pagine. Qui in Italia era già uscito nel 1957 con la traduzione dell'ottimo Ettore Capriolo. Ora la nuova traduzione è a cura della bravissima Elena Cappellini, che ha già tradotto di recente "Gli sciacalli", 1959, e "Il montacarichi", 1961. Di questa trilogia è forse il meno appassionante dei tre, ma pur sempre appassionato in quanto a scrittura e spassionato per la vicenda narrata. La tendenza degli editori italiani è quella di pubblicare quei romanzi di Frédéric Dard non eccessivamente lunghi, e tralasciare invece quelli più corposi. Peccato, perché fra questi ultimi ce ne sono molti che stanno fra i primi della sua produzione, quali "Gli ultimi misteri di Parigi", romanzo del 1958 rieditato con altro titolo nel 1972.
Frédéric Dard è stato lo scrittore francese della seconda metà del Novecento più noto del suo Paese, soprattutto con lo pseudonimo di San-Antonio in circa 200 romanzi pubblicati dal 1949 al 2000. Ed è forse con questo pseudonimo che ha finito per lui di diventare un secondo nome a tutti gli effetti che Dard ha conquistato i lettori francesi e non solo francesi. Inizialmente ricalcando lo stile americano dell'inglese Peter Cheyney quando scriveva i romanzi dell'agente FBI Lemmy Caution; poi via via trovando una strada tutta sua.
Degli oltre sessanta romanzi con protagonista il commissario Sanantonio nulla si sa se e quando potranno almeno in parte anche in Italia apparire. Si sa però che dello scrittore francese forse erede di Simenon ma non di lui emulo, ancora tanto c'è da tradurre e diffondere, qui in Italia, Paese che Frédéric Dard considerava il Paese più bello del mondo e del quale amava Venezia soprattutto, città bellissima impregnata di morte, perché stratificata dei secoli che l'hanno vista nascere, fiorire e poi finire di svilupparsi.
Antonio Mecca

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