Il cinema celebra Modigliani

A 100 anni dalla morte di Modigliani (1884-1920), un docu-film racconta la vita e le opere di questo artista d'avanguardia, un maestro dell'arte del Novecento e un classico del XXI secolo, amato e imitato in tutto il mondo. Solo il 12, 13, 14 ottobre è possibile vedere al cinema "Maledetto Modigliani", che racconta la vita breve e tormentata di "Dedo" o "Modì", andando oltre la leggenda che lo ha appiattito in pochi tratti: alcolista, ribelle, genio scandaloso e maledetto. Diretto da Valeria Paris, che lo ha scritto con Arianna Marelli, su soggetto di Didi Gnocchi, il filmato affronta, in modo delicato, il ritratto di un uomo che maschera una malattia, aggrappandosi  alla vita e alla propria arte, per trasmettere una verità: valori universali racchiusi nella semplicità di linee e volti. Il punto di vista scelto è originale, quello di Jeanne Hébuterne, l'ultima giovane compagna, incinta, che si suicidò il 24 gennaio del 1920, due giorni dopo la morte per tubercolosi dell’artista. Con la voce narrante di  Jeanne e alternando riprese della città di oggi e foto e filmati d'archivio in bianco e nero, percorriamo le tracce dell'artista nei suoi luoghi: la sinagoga, il mercato centrale, il quartiere dalla sua Livorno e la campagna in cui aveva imparato il mestiere di pittore coi macchiaioli e dove trova poi materia per le statue, l'arenaria e il marmo. Quando Modigliani approda a Parigi ha 21 anni, è povero, ma pieno di entusiasmo, lo seguiamo nei suoi incontri: il filo rosso delle donne, che ama e raffigura, e i cui volti, tra cariatide e ritratto, diventano icone della sua arte, e degli artisti, Soutine, ebreo come lui e che lui aiuta, e molti altri, specie  Brancusi e Picasso, con cui condivide il primitivismo. Ma Modigliani lo declina in una maniera unica, fondendolo con la tradizione classica e rinascimentale.  Il docu-film è arricchito dagli interventi di personaggi che illuminano vari aspetti della sua vita, dallo storico dell'arte e specie di Modigliani, Marc Restellini, al regista Paolo Virzì, ma anche l'artista John Myatt, che per anni lo ha imitato e collocato sul mercato dei falsi del pittore. Modigliani è morto povero e non riconosciuto. Divenuto uno degli artisti più quotati, è stato anche tra i più copiati: il suo stile sembra facile, ma è la semplicità del  genio, inimitabile nel fascino nascosto della  sua complessità.

Grazia De Benedetti

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