IL FASCINO ACCATTIVANTE DEL SEGNO DI ALDO LADO SULLA CARTA E SULLA PELLICOLA

Incontri in treno. Spesso ininfluenti, talvolta (come dice John Talvolta) sgradevoli, tal'altra gradevoli. L'ultimo è stato con il regista e scrittore Aldo Lado, nato a Fiume e approdato al lago Maggiore, dove possiede una casa. Regista di 15 film a partire dal 1971, sceneggiatore di 22 a partire dal 1968 con il western "Carogne si nasce", più diverse regie televisive tra le quali i 26 episodi de "La pietra di Marco Polo", nonché scrittore di thriller firmati anche con lo pseudonimo di George B. Lewis. 
Aldo Lado (nome che rispecchia il cognome se anagrammato) è nato il cinque dicembre 1934, e ha esordito come assistente alla regia di Maurizio Lucidi e Bernardo Bertolucci. Il suo esordio alla regia è stato con "La corta notte delle bambole di vetro", protagonista l'attore francese Jean Sorel, film che ancora adesso è considerato una pietra miliare nel campo del giallo italiano. Nel 1975 Lado diresse il trentaquattrenne Flavio Bucci nel film "L'ultimo treno della notte", Bucci allora reduce del film "La classe operaia va in paradiso", di Elio Petri.
Nella sua carriera cinematografica Lado diresse molti altri attori e attrici, fra le quali Agostina Belli, e gli sarebbe piaciuto dirigere anche Monica Vitti. Però, dopo essere stato invitato a casa sua, le disse chiaro e tondo di non volerla dirigere perché ben consapevole di quanto lei tendesse ad auto dirigersi cercando di bypassare le indicazioni del regista. Un po' come fece a suo tempo Audrey Hepburn in "Colazione da Tiffany" quando, forse influenzata dal marito Mel Ferrer che aveva sempre avuto la febbre del cosiddetto grande attore e regista, pretendeva di non dovere eseguire alla lettera le indicazioni del regista Blake Edwards il quale a un certo punto, esasperato dal suo modo di fare, la prese da parte dicendole che il regista era lui, e quindi se non le andava a genio doveva comunicarlo alla produzione. Da allora Audrey eseguì a puntino anche le virgole di ciò che Blake le chiedeva di fare.
D'altronde per quanto riguarda Monica Vitti, la grande commediografa Jaja Fiastri disse che lei non l'avrebbe voluta come interprete della sua commedia "Amori Miei", proprio perché la Vitti tendeva a strafare e ad andare al di là delle righe.
Aldo Lado si divide fra le sue case di Angera, Roma e Parigi, attualmente scrivendo libri di genere poliziesco. La sua grande esperienza di sceneggiatore prima e di regista poi gli consente di mettere a punto robuste trame e poi sa ben dirigere le scene romanzesche attirando quindi sulla pagina i lettori con il collante delle vicende narrate.
Dopo l'esordio, e il successo, dell'attore Giorgio Faletti nel campo della narrativa poliziesca, altri attori e registi si sono cimentati nel genere, ma pochi sono stati quelli che si sono messi in giusto risalto. Aldo Lado è uno di questi, e se leggerete il suo interessante libro "I film che non vedrete mai", raccolta di soggetti per il cinema ambientati in vari Paesi del mondo, già potrete rendervene conto.     

Antonio Mecca

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