Il Giallo Delle Ore 8

INDAGINE IN BIANCO E NERO
Capitolo dieci

Sulla strada dall’aeroporto mi fermai presso una stazione di servizio della Shell, chiesi all’inserviente di fare il pieno, dopodiché accostai accanto al posto di ristoro, cavai il telefonino dalla tasca e composi un messaggio per la mia cliente. Quindi inserii il suo numero e glielo inviai. Richiamò all’incirca dopo un minuto.
- Mister Mallory?
- In persona, Miss Barnes. Ho scoperto dove è stata portata la sua collana e da chi.
La misi quindi al corrente delle ultime novità
- Phil, sei stato grande! - esclamò la donna con voce entusiasta. - In così poco tempo, poi…
- Questo va contro il mio interesse, in effetti - replicai. - Ma non è mia abitudine tirare le cose per le lunghe.
- Non devi preoccuparti per il tuo compenso - rassicurò lei. - Avrai diritto a una gratifica più che generosa.
- Sono già stato pagato per tre giorni - le ricordai, - per cui mi può bastare. Adesso, voglio recuperare la collana per poi riconsegnartela. Quindi intendo recarmi dal gioielliere e poi richiamarti.
- Va bene, certo. Ti ringrazio ancora di cuore. Allora, mi avviserai tu…?
- Sì. A più tardi.
Riavviai il motore e tornai sull’autostrada. Giunsi a Los Angeles un’ora e mezzo dopo, per raggiungere la zona di Camino Real e quindi approdare davanti alla gioielleria dopo qualche miglio. Scesi dall’auto tornando alla gioielleria in questione, alla porta suonai il campanello. All’interno notai soltanto la figura del gioielliere. Quando mi vide mi riconobbe, e quando mi riconobbe sbiancò.
- Approfitto del fatto che si trova solo con se stesso per chiederle la restituzione della collana.
Cercò di tergiversare.
- Io l’ho pagata cinquantamila dollari…
- A un assassino che l’aveva ottenuta gratis dopo averla rubata alla sua legittima proprietaria ed averne ucciso l’illegittimo amante.
Non disse nulla.
- Sbrigati a tirar fuori la collana, prima di essere costretto a sostituirla da un collare da collo fratturato per le troppe botte ricevute.
Smise di tirarla per le lunghe per poi dirigersi verso un quadro alla parete, scostarlo e quindi rivelare una cassaforte rettangolare verniciata di nero. Ne compose la combinazione per poi aprirelo sportello. La sua mano destra entrò nel vano scuro per quindi riemergerne con qualcosa di al contrario luminoso. Giunto a me di fronte me la porse: una delle collane più belle che avessi mai visto, di oro e diamanti, i quali diamanti erano gemme della grandezza di una noce. Peccato non poterne distinguere la luce, che doveva essere di un blu intenso e ben figurare accanto al giallo dell’oro. La presi e la intascai. Lui sembrò volermi dire qualcosa, che poi di lì a poco infatti mi disse.
- Non può restituirmi almeno una parte della somma che ho versato?
- No, perché il tuo complice ha preso il volo - sebbene sia poi soltanto un modo di dire. In quanto all’assegno a lui consegnato potrebbe anche darsi che non sia ancora stato incassato e: in questo caso, è probabile che mai avrà modo di incassarlo.
- Adesso dove si trova?
- Al momento ancora in viaggio. Fra non molto, però, quando il viaggio avrà avuto termine, forse avrà avuto termine anche la sua esistenza terrena.
Intascai la collana e mi diressi alla porta. Tornato in auto innestai la marcia allontanandomi da quel luogo e dirigendomi verso gli uffici della mia agenzia. Entrato nella sala di attesa, vuota come sempre o come quasi sempre, passai nel mio ufficio dopo averne aperto la porta con la chiave.
Mi tolsi la giacca e il telefono, cercai il numero memorizzato di Johanna Barnes. Ci furono tre squilli, prima che lei rispondesse.
- Philip?
- Philibert - corressi, - ma puoi chiamarmi Phil: come philantropic, dato che spesso e malvolentieri è questo il mio ruolo più autentico. Ho con me la collana. Dove vuoi che ci incontriamo per consegnartela?
- Dove ti trovi?
- Là dove tutto ha avuto inizio, almeno per me. In ufficio.
- Ed è lì che ti raggiungerò. E ancora grazie.
Aspettai il suo arrivo accendendo la radio e ascoltando la musica pop trasmessa interrotta dalla pubblicità: anche di popcorn, e dal notiziario, spesso vuoto e insapore proprio come i popcorn. Il notiziario riportò la notizia del ritrovamento del cadavere di un uomo nell’appartamento al numero 28 di Hill Street, ucciso con più colpi sferratigli alla testa. La polizia stava procedendo nelle indagini. Sai che novità.

Antonio Mecca

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