IL GIOCOLIERE DELLA LETTERATURA 26

Raggiunse l'auto, vi salì e si recò al cimitero nuovo. Giunto si fermò, scese, aprì il cancello, entrò e svoltò a sinistra, in direzione delle due tombe descrittegli dallo scrittore. La tomba di marmo nero era stata richiusa, e non racchiudeva più alcun mistero.

Il poliziotto rimase lì per un po’, avvertendo stanchezza e soprattutto tristezza. Lui era un lettore appassionato di quel vecchio scrittore che aveva vissuto un'avventura così tragica. Avrebbe desiderato essergli amico. Il telefonino suonò. Lo cavò dalla tasca e disse: - Sì?

- Georgel, sono Mignon. I due piccioncini hanno preso probabilmente il treno ieri mattina, perché la Maserati è stata ritrovata nel parcheggio della stazione ferroviaria. Ma non ho potuto sapere dai bigliettai dove si sono diretti. Probabilmente a fare i biglietti è stato uno dei due, mentre i treni in partenza erano diversi, per il resto della Francia e per l’estero. In quanto agli assegni, sono stati incassati in due filiali del Credit Agricole di Lione, da tali Joseph Allegret e Marie Chevalier. Evidentemente subito dopo avere prelevato i soldi si sono recati alla stazione e voilà: Via col vento!

- Non sarà facile pescarli – fu il commento di Georgel. – Comunque dovremo parlare con parenti e amici

dei due, e procurarci alcune loro foto.

- Sì. Faremo così. Dove ti trovi?

- Al cimitero. Sono davanti alla tomba futuro alloggio di Darc.

- Non trovi pazzesco quella scelta di farsi costruire la tomba prima della dipartita?

- Direi che la sua è semplice previdenza.

- Non previdenza sociale, però, perché coi soldi che possiede non ne ha certo bisogno.

Georgel ridacchiò. – Ci vediamo fra una mezz'ora. Ora riparto.

- Fai pure con calma. Per questa mezza giornata abbiamo già lavorato a sufficienza.

Che per un mediocre del tuo stampo è di certo un buon segno.

Georgel raggiunse il suo collega Mignon, dopo la mezz’ora stabilita, al Baraccone, come i due poliziotti erano soliti denominare la centrale di polizia. All’ interno il solito trambusto determinato dall’andirivieni di gente più o meno affidabile con facce poco rassicuranti.

L'ispettore era reperibile nel suo ufficio, bisognoso di una tinteggiatura rinfrescante e un cambio di mobilia ormai necessario. Se ne stava di fronte a una macchina per scrivere, nel rullo era infilato un foglio compilato solo per metà.

- Eccomi qua! – esclamò il commissario entrando.

- Lo vedo – rispose l'ispettore degnandolo appena di uno sguardo. Sembrava più interessato ai tasti della macchina per scrivere che sfiorava timidamente. D'altronde una doccia fredda gli sarebbe capitata fra capo e collo dal proprio capo se il rapporto da lui compilato fosse stato poco chiaro e troppo infarcito di errori.

- Stai scrivendo le tue memorie? - chiese Georgel.

- Sì. Il titolo sarà: “Le memorie di un Casanova in una casa vecchia!”

- Ne avrai da raccontare…

- Già. A proposito della casa vecchia - specificò Mignon. - Che novità porti?

- La ragazza non lavorava alla Casa di riposo - gli rivelò Georgel. - Si è semplicemente messa all'esterno in attesa di Darc, andando verso di lui non appena lo scrittore è arrivato.

- Lo ha infinocchiato alla grande, eh?

- Infatti. Ma non possiamo imputare a lui di non essere stato più furbo. Molti ci sarebbero cascati. Soprattutto con una ragazza come quella: giovane e bella.

- Certo. Io ho svolto un’indagine alla stazione ferroviaria, prendendo nota dei treni in partenza. Poi ho fatto il tentativo di parlare con i bigliettai presenti descrivendo loro un ragazzo e una ragazza, giovani entrambi. Nessuno di loro però se ne ricordava. Ho pensato allora che il biglietto o i biglietti fossero stati emessi da un distributore automatico, il che mi sembra anche più logico.

- Sì, lo credo anch’io. Be’, è una cosa strana e triste questa. Frédéric Darc è uno dei miei scrittori preferiti, un autentico genio della letteratura poliziesca. L'ho amato molto da ragazzo e ancora adesso mi piace leggerlo e soprattutto rileggere i suoi romanzi con protagonista il commissario.

Sai cosa pensavo? Che dobbiamo svolgere una indagine concernente le località da raggiungere con il treno

la sera tardi, quando i due delinquenti è probabile si siano diretti alla stazione partendo da Lyon Part-Dieu

intorno alla mezzanotte. Si potrebbero escludere quelle relative alla Francia per concentrarsi sulle città straniere.

- Sì, sono d'accordo. Va bene, allora; ci pensi tu?

Non avevo il minimo dubbio, vista la tua proverbiale mancanza di riguardo. 

Antonio Mecca

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