IL REDEFOSSI: IL CANALE RITROVATO

Quella fu la prima tappa di un percorso che nell'arco di pochi anni avrebbe fatto sparire del tutto la tratta urbana del vecchio cavo. Il tragitto interessato fu quello di Viale Vittorio Veneto, strategicamente posizionato accanto alla prima Stazione Centrale in Piazza Fiume (oggi Piazza della Repubblica). I lavori di copertura furono affidati alla ditta Odorico & C. mentre la costruzione dei fabbricati, su progetto dell' ing. Ranza, alla ditta Banfi e Stevani. Nel giro di un anno, tra il 1905 e il 1906, l’alveo del Redefossi fu abbassato, muri di sostegno a ridosso dei bastioni furono eretti, l’acqua fu tolta e più di mille camere furono allestite. Nacque così l’Hotel Ideal, conosciuto anche  come alberghi provvisori, che sarebbe poi stato smantellato al termine dell’Esposizione.
In seguito il Redefossi fu ulteriormente coperto e tombinato nel percorso urbano e, con l’ampliarsi della rete fognaria e la costruzione del collettore di Nosedo, cominciò a convogliare parte delle piene cittadine nel Lambro Settentrionale.
Negli anni 30’ del Novecento, del Redefossi in città non era rimasta traccia. Rivide la luce solo per poco tempo in occasione dei lavori della linea 1 della metropolitana e, successivamente, del teleriscaldamento.
Siamo giunti alla conclusione di questo piccolo viaggio nel passato sulle rive del nostro Redefossi che qualcuno sostiene essere ancora più antico: risalente alla Roma repubblicana o chissà, addirittura all'epoca dei miti e delle leggende. Di certo questo vecchio cavo funge da metafora perfetta per la storia della nostra città. Una storia molto spesso non evidente perché nascosta sotto i nostri piedi ma ancora qui, in attesa che qualcuno la riscopra e la tramandi per ricordarci chi siamo e da dove arriviamo.
Perché il presente risulti meno confuso e il futuro non ci spaventi. Perché l’unico faro in grado di diradare la nebbia di quest’epoca globalmente connessa ma priva di appartenenza è la consapevolezza della propria identità.

Riccardo Rossetti