IL ROMANZO DELLE ORE 20

Il RIFUGIO di Albertina Fancetti - Decima puntata

Era trascorsa un'altra settimana, Valeria aspettava davanti alla scuola elementare di quel quartiere di confine, l'uscita di Amhed e Jasmine. Gabriele aveva l'influenza e lei si era offerta con piacere di sostituirlo. Era una sensazione nuova attendere i bambini fuori da scuola, Simona l'aveva sempre accompagnata la nonna poiché i genitori lavoravano, ora si rendeva conto con rammarico di quanti bei momenti aveva perso con la figlia a causa del suo lavoro. Il bambino fu il primo a uscire cercandola tra la folla con attenzione, poi arrivò la sorellina saltellando spensierata com’era solita fare. Valeria li prese per mano e insieme si avviarono verso il Rifugio. Paolo aveva esortato tutti a prestare la massima attenzione alla famosa Golf color argento, ma Gabriele che accompagnava i bambini durante la settimana aveva dichiarato di non averla più notata.
Fu quindi con sgomento che Valeria la vide arrivare nella loro direzione, l'auto procedeva adagio, guardinga come un predatore. Il suo istinto di sempre l'avrebbe portata ad abbassare gli occhi e procedere svelta sperando di rendersi invisibile. Invece qualcosa scattò nella sua mente quando sentì la mano di Amhed stringere la sua, improvvisamente sudata nonostante il clima di febbraio.
- State tranquilli ci sono io con voi - disse con fermezza. Il bambino la guardò stupito da quel cambiamento di tono. Valeria aveva una voce mite, che sembrava sempre esitante. Non in quel momento... La donna non abbassò gli occhi, quando la Golf le passò accanto guardò dritto in volto l'uomo che si trovava alla guida, per un istante i loro sguardi si incrociarono. Valeria cercò di imprimere tutto il suo disprezzo per quell'essere abominevole. Voleva che capisse che lei sapeva...
L'auto aumentò subito la velocità allontanandosi. Si accorse di essere accaldata e il cuore le batteva forte. Si sforzò di sorridere ai bambini per non spaventarli. Amhed mormorava qualcosa che somigliava a una litania.
- Stai pregando? Non aver paura, hai visto che è andato via - disse Valeria.
- Sto ripetendo i numeri della targa così non li dimentico - rispose il bambino.
- Ma bravo! Io non ci ho neppure pensato... che stupida - si rammaricò con sé stessa, si era sentita tanto in preda alla rabbia da dimenticare una cosa così importante. Lei che non si era mai arrabbiata veramente con qualcuno, sempre accomodante con tutti. Al massimo poteva rispondere stizzita quando era proprio esasperata. La sua nuova vita la stava cambiando e la persona che stava emergendo le faceva quasi paura. Giunsero al Rifugio a passo spedito, ogni tanto si guardavano le spalle, ma la Golf era proprio scomparsa.
- L'abbiamo visto Paolo, e Amhed è riuscito a prendere il numero di targa - disse Valeria ancora sulla porta.
- Bravo il mio campione! - disse Paolo prendendo carta e penna. - Dai dimmi tutto.
Il bambino, molto fiero di sé, gli riferì con precisione. Paolo prese il telefono e formò il numero dell'ispettore La Rocca. Valeria lo sentì raccontare il tentativo di adescamento avvenuto poche settimane prima, la descrizione della macchina e dell'uomo che la guidava.Si accomiatarono con cordialità e Paolo ripose il telefono guardandola con aria soddisfatta.
- Ha detto che farà delle ricerche, il numero di targa è un ottimo indizio per risalire all'identità del pedofilo. Ciro La Rocca è giovane, ma è molto in gamba, ha detto che passerà a trovarci, vuole parlare con i bambini, così avrai modo di conoscerlo e vedrai che ti piacerà. Hai avuto paura oggi?
- No, ho provato solo tantissima rabbia e disprezzo - rispose Valeria, ancora stupita di se stessa.
Il pomeriggio trascorse aiutando i bambini nei loro compiti, nelle materie umanistiche Valeria se l'era sempre cavata bene e fu grata che avessero solo schede di italiano. Con la matematica aveva sempre trovato difficoltà e pertanto era consigliabile che in quella materia fossero seguiti da Gabriele.Era già buio quando Valeria uscì dal Rifugio avviandosi verso Violetta, parcheggiata davanti al discount. Un gruppo di ragazzi stava in piedi sotto il lampione, le braci delle loro sigarette luccicavano nel buio.
Valeria stava frugando nella borsetta alla ricerca delle chiavi dell'auto, quando udì una pesante esclamazione che la fece sobbalzare.
- Vaffanculo troia! - voltandosi di scatto vide uno dei ragazzi sferrare un calcio poderoso a una ragazzina di circa quindici anni che, reggendosi a malapena, finì sul cofano dell'auto.
I loro sguardi si incrociarono per un istante, la ragazza appariva minuta, ma con un corpo molto femminile. Il volto aveva lineamenti graziosi appesantiti da un trucco appariscente, i lunghi capelli color rame sembravano tinti in casa con mezzi di fortuna. Gli occhi castani leggermente infossati avevano un’espressione sfrontata, nonostante fossero pieni di lacrime di umiliazione. Il messaggio che esprimevano era fin troppo chiaro... fatti gli affari tuoi. Incuriosita Valeria si volse verso il ragazzo che l'aveva maltrattata e che dimostrava più o meno la stessa età: era basso e corpulento, il volto piacevole dai lineamenti sensuali, gli occhi verdi avevano la fissità inquietante di quelli di un gatto randagio. Valeria salì in fretta sulla sua auto e la mise in moto, mentre un coro di voci sguaiate chiamava: - Sonia dove vai? Dai torna qui.
Vide la ragazzina correre verso i palazzoni.
Turbata dalla scena a cui aveva assistito ne avvertiva tutto lo squallore, reso ancora più inaccettabile dalla giovane età dei protagonisti. Ripensava a sua figlia quando aveva la loro stessa età, impacciata nei jeans e in maglie troppo ampie nel tentativo di nascondere il seno abbondante a cui non era ancora abituata. Il viso dai lineamenti forti, così simili a quelli di Sandro, senza mai un filo di trucco. Nessuno dei compagni di scuola di Simona, neanche i peggiori, si sarebbero permessi di trattarla in quel modo. La sprezzante violenza di quel gesto era intollerabile, come il tentativo di adescamento subito dai piccoli marocchini. Valeria finì per arrivare a casa più tardi di quando andava al lavoro e trovò Sandro che l'aspettava impaziente.
- Vedo che Luisella ti ha contagiato, o forse dovrei venire a conoscere questo fantastico Paolo che vi trattiene in quel centro fino a tardi...
- Stai scherzando Sandro? - disse Valeria stupita.
- No, pensavo solo di trovarti a casa - rispose il marito. Valeria intenerita gli fece una carezza sul viso e si affrettò a preparare la cena. Poi sentì il bisogno di chiamare sua figlia, quella brutta scena l'aveva angosciata e voleva accertarsi che Simona stesse bene. Dopo essersi augurate la buonanotte si accorse di essere stanchissima, si rifugiò sotto le coperte intenzionata a distrarsi con la lettura di un buon libro, ma dopo pochi minuti le parole si confusero davanti ai suoi occhi e si addormentò con il volume appoggiato sul petto.


Come si dice SCUOLA?

di Renata Freccero

STIRPE DI DONNE

di Albertina Fancetti
EDB Edizioni

EUCRAZIA - Il buon Governo

di Pietro Giuliano Pozzati
EDB Edizioni