IL VISCONTE DIMEZZATO - Italo Calvino

La letteratura universale
a cura di Antonella Di Vincenzo

INCIPIT
C’era una guerra contro i turchi.Il visconte Medardo di Terralba, mio zio, cavalcava per la pianura di Boemia diretto all’accampamento dei cristiani.Lo seguiva uno scudiero a nome Curzio.Le cicogne volavano basse, in bianchi stormi traversando l’aria opaca e ferma.- Perché tante cicogne? - chiese Medardo a Curzio, - dove volano? Mio zio era nuovo arrivato, essendosi arruolato appena allora, per compiacere certi duchi nostri vicini impegnati in quella guerra.S’era munito d’un cavallo e d’uno scudiero all’ultimo castello in mano cristiana, e andava a presentarsi al quartiere imperiale.

FINIS

Il dottore salutò tutti a Terralba e ci lasciò.I marinai intonarono un inno: «Oh, Australia!» e il dottore fu issato a bordo a cavalcioni d’una botte di vino cancarone.Poi le navi levarono le ancore.Io non avevo visto nulla.Ero nascosto nel bosco a raccontarmi storie.Lo seppi troppo tardi e presi a correre verso la marina, gridando: - Dottore! Dottor Trelawney! Mi prenda con sé! Non può lasciarmi qui, dottore! Ma già le navi stavano scomparendo all’orizzonte e io rimasi qui, in questo nostro mondo pieno di responsabilità e di fuochi fatui.

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