L’ALTRA BICOCCA DI MILANO-Parte 1

 Il nome Bicocca a Milano evoca ormai un solo luogo: il quartiere universitario nel nord est della città, la cui etimologia è più o meno nota a tutti. Il 27 aprile 1522 gli spagnoli di Carlo V sconfissero i francesi di Francesco I presso la Bicocca degli Arcimboldi, nobiliare villa quattrocentesca, ai tempi ancora in aperta campagna meneghina. I primi, equipaggiati con archibugi, sbaragliarono talmente i nostri cugini d'oltralpe che tutt'ora bicoca in spagnolo è sinonimo di bazzecola o di grande opportunità mentre in francese, ma meno usato, l'esatto contrario: disfatta, oneroso(ipoteca). Esistono un altro paio di significati ma li vedremo a breve. Tornando alla Bicocca che tutti conosciamo, si sappia solo che secoli dopo, per la precisione il 4 agosto 1906, i conti Pietro e Luisa Sormani(Biblioteca) vendettero l'area, più di centoquindicimila ettari tra la Bicocca, Greco e Monza, ad Alberto Pirelli.

Il resto è storia…Non proprio edificante. L'antico Comune di Greco perse definitivamente la propria identità, la produzione abbandonò in seguito la città e il quartiere Bicocca venne trasformato in un moderno polo universitario e residenziale che anni addietro qualcuno, purtroppo non ne ricordo il nome, definì una spianata tipo Berlino est. Ma anche l'analogia con il set di un film horror post apocalittico come La città verrà distrutta all'alba o Zombi di George A. Romero risulta calzante: squallidi e semi deserti vialoni, lambiti da desolati e anonimi palazzoni geometrici.

Ciò che è meno noto, invece, è che per secoli a Milano un'altra Bicocca rivestì un ruolo importante: costruita dagli spagnoli come forte difensivo, affiancata per un breve periodo da una Porta Tosa provvisoria (poi spostata di fronte a Corso XXII Marzo), adibita a polveriera, teatro di scontri durante le Cinque Giornate, divenuta in seguito caseggiato con attività commerciali e poi sparita nel nulla. Le notizie sono poche, frammentarie e talvolta discordanti ma questa grande e fantomatica struttura è realmente esistita e ora vedremo, per quanto possibile, di dipanare la matassa.

Come accennato in precedenza, una seconda accezione di bicocca è fortezza, solitamente posizionata su una rocca*: in spagnolo il termine bicoca indica la stessa cosa. La nostra seconda Bicocca era appunto un fortino eretto durante la dominazione spagnola e ubicato poco fuori il Borgo della Fontana, a ridosso dei bastioni, in corrispondenza dell'attuale Via Augusto Anfossi.

*Essendo queste fortezze posizionate in luoghi impervi, la manutenzione era spesso trascurata e dopo un certo periodo si riducevano a catapecchie: a bicocche, il termine che tutti conosciamo per descrivere edifici fatiscenti.

Grazie agli splendidi libri di Gerosa Brichetto sappiamo che gli spagnoli eressero una prima Porta Tosa (per approfondire: La Porta Tosa nei secoli), proprio accanto a suddetta fortificazione che faceva angolo, guarda caso, alla Strada della Bicocca o Strada per Calvairate.

L'angelo degli abbandoni

di Giorgio Casalone
EDB Edizioni

L'angelo degli abbandoni

di Giorgio Casalone
EDB Edizioni

STIRPE DI DONNE

di Albertina Fancetti
EDB Edizioni

STIRPE DI DONNE

di Albertina Fancetti
EDB Edizioni