L’Amante di Lady Chatterley - David H. Lawrence

A cura di Stelio Ghidotti

INCIPIT


La nostra è sostanzialmente un’era tragica, per cui ci rifiutiamo di prenderla sul tragico. Il cataclisma si è ormai abbattuto su di noi, siamo circondati dalle rovine; cominciamo a creare nuovi piccoli centri di vita, a nutrire nuove piccole speranze. È un lavoro alquanto difficile; la strada verso il futuro è tutt’altro che piana, ma noi aggiriamo gli ostacoli o li scavalchiamo. Dobbiamo sopravvivere, per quanti cieli ci siano crollati addosso.
Era questa, più o meno, la situazione di Constance Chatterley. La guerra le aveva fatto crollare il soffitto sulla testa. E Constance si era resa conto che vivendo, s’impara.
Aveva sposato Clifford Chatterley nel 1917, mentre questi era a casa per un mese di licenza. La luna di miele era durata appunto un mese. Poi Clifford era tornato nelle Fiandre: per venire rispedito in Inghilterra di lì a sei mesi, praticamente a pezzi. Sua moglie Constance aveva allora ventitre anni, e lui ventinove.
L’attaccamento alla vita di Clifford aveva del prodigioso. Non era morto, anzi sembrava che un po’ alla volta i pezzi tornassero a saldarsi. Era rimasto nelle mani dei medici per un paio d’anni. Dopo di che ne avevano dichiarato ufficialmente la guarigione, e Clifford aveva potuto tornare alla vita, con la metà inferiore del corpo, dalle anche in giù, paralizzata per sempre.

FINIS



Non importa, non importa, non dobbiamo inquietarci. Confidiamo realmente nella fiammella, e nell’anonimo dio che le impedisce di spegnersi. C’è tanto di te qui con me, in realtà, che è un peccato tu sia qui tutt’intera.
Non preoccuparti per Sir Clifford. Se non hai sue notizie non importa. In realtà, non può farti niente. Aspetta, alla fine vorrà sbarazzarsi di te, allontanarti dalla sua vita. E se non lo farà, troveremo il modo di tenerlo a bada. Ma lo farà. Alla fine sarà lui a volerti espellere, come qualcosa di abominevole. Adesso non riesco più a smettere di scriverti.
Ma tanta parte di noi resta unita, e non possiamo far altro che tenerci aggrappati a questo e governare le nostre rotte in modo da riunirci al più presto. John Thomas dà la buona notte a Lady Jane, un po’ languente, ma col cuore colmo di speranza.

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