L'ATTENZIONE - Alberto Moravia

A cura di Stelio Ghidotti

INCIPIT


I miei ritorni a Roma avvengono sempre allo stesso modo: non avverto nessuno del mio arrivo; mi introduco in casa di soppiatto, come un ladro; e subito, senza curarmi di sapere se Cora e sua figlia sono nell’appartamento, comincio a fare le stesse cose di quando, durante i miei viaggi, arrivo nell’albergo di una città straniera: apro le valige, mi spoglio, prendo una doccia, mi rivesto, faccio qualche telefonata. Sola differenza è che a Roma so di essere in casa mia. Cioè sono continuamente consapevole, sia pure in maniera oscura e indolore, di quel particolare stato d’animo che ho chiamato disattenzione, il quale, appunto, mi permette di vivere in famiglia come in un albergo.

 

FINIS


Non è più la storia di un senso di colpa originato da una colpa effettivamente commessa; bensì è la storia di come un romanziere affronta il problema della rappresentazione della colpa e del senso di colpa. Con la prima faccia della conclusione  io avrò un romanzo drammatico, con la seconda, il dramma di un romanzo. 

   Adesso qualcuno vorrà sapere quale delle due conclusioni risponde alla verità. Cioè che cos’è realmente avvenuto. Ma questo non lo dirò, perché in fondo non è necessario che lo dica. Infatti: quando tutto è stato detto, il mio problema, in fin dei conti, non è tanto accusarmi, giustificarmi, rivelarmi, bensì molto più semplicemente scrivere un romanzo.

Ed è vero che non si può scrivere un romanzo se non dicendo la verità. Ma chi potrebbe negare che ambedue le conclusioni sono veritiere, anche se in maniera diversa? 

Come si dice SCUOLA?

di Renata Freccero

STIRPE DI DONNE

di Albertina Fancetti
EDB Edizioni

EUCRAZIA - Il buon Governo

di Pietro Giuliano Pozzati
EDB Edizioni