L'INVESTIGATORE PRIVATO

Il pilastro della narrativa poliziesca

Quella dell'investigatore privato è una figura centrale della narrativa poliziesca, un pilastro fondamentale che regge la volta centrale. Senza questo sostegno la volta crollerebbe così come senza il detective crollerebbe la credibilità della vicenda narrata. Investigatori privati, o dilettanti, erano Auguste Dupin, Sherlock Holmes, Hercule Poirot. Investigatori privati erano anche Nero Wolfe, Sam Spade, Philip Marlowe. Questi i più importanti, e famosi. Ci sono poi quelli che ricorrono in pochi romanzi perché l'autore è desideroso di cambiare protagonista di volta in volta. È il caso di Vic Malloy, detective privato di Los Angeles voce narrante di tre romanzi apparsi dal 1949 al 1950. Autore, James Hadley Chase, scrittore inglese di oltre ottanta romanzi apparsi dal 1939 al 1985, ambientati per la loro quasi totalità in America, quella immediatamente precedente l'entrata in guerra degli Stati Uniti, l'immediato dopoguerra con la sua povertà abbinata all'entusiasmo della ricostruzione, gli scintillanti anni Cinquanta e poi, via via salendo - o degradando - i Sessanta, i Settanta, gli Ottanta.
Le storie di Chase si caratterizzano per la suspense e la violenza ma, anche, per l'umorismo insito nei dialoghi che spesso vedono per protagonisti l'investigatore privato e la sua segretaria, come nel caso di David Fenner in "Niente orchidee per Miss Blandish" e "Piombo e tritolo", Steve Harmas ne "L'assicurazione è chiamata a pagare", Jack Sheppey in "I colpevoli hanno paura". Per tornare a Victor-Vic Malloy, un poliziotto privato di Los Angeles che condivide l'agenzia "Universal Services" con il suo collega Jack Kerman e la loro segretaria Paula Bensinger. Il romanzo che i classici del giallo Mondadori hanno appena ristampato è il secondo della serie e risale al 1950. In italiano è stato intitolato "Incendio a bordo", e in 130 pagine che scorrono veloci descrive le peripezie in cui incappano i tre protagonisti fino al finale catartico dove la storia avrà fine.
Chase non si perita di descrivere poliziotti corrotti o tonti o entrambe le cose, nonché agenti violenti che smaniano per poter menare le mani in interrogatori a senso unico. Perché la polizia: perlomeno quella americana, perlomeno in quei tempi, era così. È un po' come la polizia delle storie di Raymond Chandler, che sempre si intromette nelle indagini dei suoi detectives privati quali Marlowe, Dalmas, Carmady. Solo, qui la vicenda scorre più veloce, e non c'è spazio per la denuncia sociale che soprattutto nei suoi romanzi Chandler non fa mai mancare.
La trilogia dei romanzi con Vic Malloy: "Boomerang calibro 45", "Incendio a bordo", "Marjuana" fa passare al lettore alcune ore di entusiasmante lettura, non priva però di descrizioni orripilanti come in "Marjuana", o di partecipazione da parte di chi legge per quanto riguarda la nave bisca nella quale Paula è stata portata e dove Vic si reca a liberarla. Sparatorie, scazzottate, inseguimenti tratteggiano queste vicende, confermando James Hadley Chase come lo scrittore di thriller più esaltante del Novecento.

Antonio Mecca

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