LA BASILICATA E I SUOI SCRITTORI

Una regione che sta risorgendo trainata da Matera e dalla bellezza del suo territorio.
Dal nostro inviato Antonio Mecca

La Basilicata è, fra le regioni del nostro Sud, forse quella più misconosciuta. Poco abitata: 570.000 abitanti per 10.073 km quadrati, priva della bellezza sfacciata caratterizzante le regioni confinanti, è fornita però di un misticismo che la sua vasta campagna e i suoi bei paesi garantiscono con i suoi silenzi dove il lontano passato sembra ancora riecheggiare e con gli intensi profumi della sua terra che stordiscono. 

Ricca di oro bianco: l'acqua, e anche di oro nero: il petrolio, questa risorsa che per i suoi abitanti sembra essere più un male che un bene, sia perché la mano d'opera impiegata non è preponderante sia soprattutto perché danneggerebbe con le sue infiltrazioni le falde acquifere. Insomma il nero del petrolio mescolandosi col bianco dell'acqua produrrebbe il grigio dell'esistenza degli abitanti della regione, destinati a un futuro senza più futuro, a vivere cioè poco e male. Ecco quindi che il nostro Sud va gradualmente trasformandosi e sformandosi in un immondezzaio che oltre i rifiuti della malavita i cui adepti altro non sono, mortifica la qualità della vita.

Fra gli scrittori che la Basilicata annovera ricordiamo Carlo Alianello, Rocco Scotellaro, Giustino Fortunato, Francesco Saverio Nitti. Ultima ma non per questo meno importante, la recente autrice Mariolina Venezia, che esordisce nel 2007 con il romanzo "Mille anni che sto qui", saga familiare la quale ha inizio nella seconda metà dell'Ottocento all'indomani della costituzione del Regno d'Italia, e ha termine dopo oltre cent'anni, nel 1989, alla caduta del muro di Berlino, i cui calcinacci ancora provocano per via del denso polverone prodotto ottenebramento nelle facoltà mentali di molte persone, convinte da sempre che quella dittatura: soltanto perché rossa, soltanto perché a parole difendeva il popolo lavoratore, fosse da stimare. Con questo suo primo romanzo ambientato nel paese di Grottole in provincia di Matera - la città più bella che la regione possiede e dove la scrittrice è nata - Mariolina Venezia ha ottenuto il prestigioso premio Campiello, uno dei massimi premi letterari ambiti da editori e scrittori. Due anni dopo, nel 2009, ecco apparire il secondo romanzo: "Come piante tra i sassi", anche il primo dei finora quattro che vedono come protagonista Immacolata Imma Tataranni, sostituto procuratore della procura di Matera, città nella quale si svolgono le storie che la vedono indagare spesso in prima persona.
È del 2013 il secondo romanzo della serie: "Maltempo", il quale parla della corruzione morale che aleggia intorno a personaggi di alto rango ai quali è sufficiente sostituire una sola consonante con un'altra ed eccoli diventare di basso fango, interessati solo alla propria ambizione che li vede scalare colline e soprattutto colli tra i quali quello dove risiede il Parlamento. Nel 2008 esce "Rione Serra Venerdì", e quest'anno "Via del riscatto"; i primi tre confluiscono nella fortunata serie televisiva in onda la domenica sera su Rai Uno che consta di sei episodi tre dei quali scritti appositamente per la fiction e sceneggiati oltre che dalla sua autrice (in passato già sceneggiatrice di alcuni episodi de "La Squadra" e "Don Matteo") anche da altri quattro suoi colleghi. Mariolina Venezia dopo alcuni anni trascorsi a Parigi si è stabilita a Roma, (Caput Mundi?) nell'ormai lontano passato e ora (Capùt Mundi) per via del degrado che nelle sue vie presentano sempre più buche, dei rifiuti mai raccolti, dei cinghiali che vi spadroneggiano. Sembra quasi che dai palazzi del potere i rifiuti lì gettati e mai raccolti dalla nettezza, i buchi del bilancio sempre più numerosi, i maiali che vi pascolano, si siano trasferiti in strada. L'interprete di Imma Tataranni è Vanessa Scalera, semplicemente perfetta nell'incarnare questo magistrato determinatissimo nel portare avanti le sue indagini per far trionfare la legalità anche a costo di apparire sgradevole perché troppo dura. Quindi: ottima l'attrice e ottima - soprattutto - l'autrice, che scrive i suoi romanzi con uno stile gradevolissimo, privo di inutili fronzoli o disgustosi e in fondo non pertinenti, ma puntando a una descrizione del territorio - palcoscenico della storia, con dialoghi credibili, piacevoli e similitudini belle e azzeccate.

Antonio Mecca