La fantomatica Pusterla del Monforte a Milano Un piccolo viaggio storico, iconografico - parte 2

Ma tornando al parente povero, protagonista di questo piccolo excursus storico, la Pusterla del Monforte può vantare comunque una storia di tutto riguardo anche se avvolta dal mistero. Le pusterle erano porte minori ricavate nelle mura medievali per poter garantire l’accesso e l’uscita dalla città senza dar nell'occhio in situazioni particolari: un assedio ad esempio. Secondo il Cherubini le pusterle meneghine erano caratterizzate generalmente, ma non sempre, da un unico fornice sotto una torre. La Pusterla del Monforte era ubicata un po' più a sud est rispetto alla porta Orientale di epoca medievale e si trovava all'incrocio tra la Via San Damiano e l'odierno Corso Monforte, un tempo denominato Contrada di San Romano. Di questa pusterla non ci sono pervenute descrizioni o raffigurazioni: poveretta. Anzi, pure sull'origine del suo nome e sulla sua demolizione si possono riscontrare parecchie contraddizioni storiche. Sappiamo che dopo le devastazioni causate dal Barbarossa, i Milanesi edificarono una nuova cinta muraria e un uovo fossato (la nostra Fossa Interna dei Navigli) tra il 1167 e il 1171 d. C. ma non v’è certezza se già in precedenza in quel punto esistesse o meno un varco. Dato che la precedente cinta del 1155, ricavata da un semplice terrapieno(terraggio) proveniente dai materiali di scavo del fossato perimetrale, aveva retto proprio male contro il germanico distruttore, si optò quindi per un'opera in muratura.

Durante la ricostruzione, sempre secondo il Giulini, “per non chiudere quella strada fu necessario il formare sopra di esso un ponte ed una pusterla nuova, la quale fu addomandata Pusterla di Monforte”; da sottolineare il fatto che candidamente aggiunga di non sapere perché la chiamarono così. E qui i dubbi storico/semantici sull'origine del nome abbondano. A quanto riferiscono alcuni dizionari di toponomastica meneghina (anche di qualche secolo addietro), il nome deriverebbe da un piccolo forte edificato su un promontorio derivante dai suddetti terraggi di scavo. Di questo fantomatico fortilizio non esistono prove o documentazione, tuttavia sappiamo che dopo la distruzione ad opera del Barbarossa tutte le porte cittadine divennero piccole roccaforti difensive, compresa qualche pusterla come quella della Chiusa o di S. Ambrogio ad esempio. La seconda ipotesi, riportata dai più, sostiene invece che attorno al 1033 d. C. (alcuni riportano il 1028) un gruppo di eretici, appartenenti alla dottrina catara, assediati presso la roccaforte di Monforte d'Alba (ai tempi sotto la giurisdizione meneghina) dalle truppe dell’arcivescovo Ariberto da Intimiano, furono catturati con un espediente e condotti a Milano. Per cinque anni furono trattenuti in prigione (forse il forte citato in precedenza) e quelli che infine non abiurarono il proprio credo vennero bruciati su un rogo proprio lì accanto. Dal luogo dell’esecuzione e dal carcere di quelli di Monforte, prese il nome la Pusterla omonima sorta poi in quel luogo.

Se sul nome vi sono dubbi, ancora di più ne esistono sulla sua demolizione: basta osservare qualche antica mappa per andare subito in confusione. In quella di Antonio Lafrery del 1573 non compare alcuna porta…Manco un ponticello e idem per quella di Matthau Marian del 1638.

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La mappa di Antonio Lafrery del 1573 dove non appaiono né pusterla né ponte

Mentre nella veduta prospettica di Milano di Galati Nunzio del 1578, compaiono sia la Pusterla del Monforte che il rispettivo ponte: almeno in questo caso non vi sono incertezze sulla sua identità perché la porta, (segnata in rosso) si trova a metà strada tra la Orientale e la Tosa, e la posizione dell’inconfondibile sagoma di San Pietro in Gessate (cerchiata in verde) ci fornisce un'ulteriore conferma.

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La Mappa di Galati Nunzio dove appaiono si la Pusterla del Monforte che il relativo ponte

Ma come asserito in precedenza una data, perlomeno vaga, sulla sua effettiva demolizione non ci è pervenuta anche se alcuni sostengono che venne demolita nel XVI secolo con la costruzione dei nuovi Bastioni Spagnoli. Ergo, o questa pusterla era talmente insignificante e misera da non meritare nemmeno di essere riportata su alcune piante antiche o un’ipotesi plausibile si potrebbe formulare. Sappiamo che molte pusterle vennero smantellate e/o modificate nei secoli cambiando la propria funzione originaria fino a confondersi tra le altre abitazioni per poi sparire quasi del tutto. E forse la nostra famigerata Pusterla del Monforte non vide la sua fine in un solo giorno ma svanì, pezzo dopo pezzo, sotto il peso di una rincorsa al futuro che a Milano non ha mai risparmiato il passato.

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