LE NOTTI BIANCHE (1848) di Fädor Dostoevskij

a cura di Antonella Di Vincenzo

LE NOTTI BIANCHE (1848) di Fädor Dostoevskij

INCIPIT: Notte prima
Era una notte meravigliosa, una di quelle notti che forse possono esistere solo quando si è giovani, egregio lettore. Il cielo era così stellato, era un cielo così limpido che, dopo averlo guardato, senza volerlo veniva da chiedersi se sotto un cielo del genere potessero vivere uomini stizziti e bizzosi. Anche questa, egregio lettore, è una domanda giovane, molto giovane, ma che Iddio ne mandi più spesso all'anima vostra!...

FINIS: Ma pensare che io mi rammenti la tua offesa Nasten'ka!che io possa sospingere una nuvola oscura sulla tua felicità luminosa, tranquilla, che io, dopo averti redarguito con amarezza, possa spingere l'angoscia sul tuo cuore, lo mortifichi con un segreto rimorso e lo costringa a battere malinconico nel momento della beatitudine, che io possa sgualcire anche uno solo di quei teneri fiorellini, che intreccerai ai tuoi riccioli neri il giorno in cui, con lui, andrai all'altare...Oh, mai, mai! che il tuo cielo sia luminoso, sia gioioso e quieto il tuo dolce sorriso, e sia tu benedetta per l'attimo di beatitudine e di felicità che hai donato a un altro cuore solitario, pieno di gratitudine!
Dio mio! Un intero attimo di beatitudine! E' forse poco per la vita intera di un uomo?...

Come si dice SCUOLA?

di Renata Freccero

STIRPE DI DONNE

di Albertina Fancetti
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EUCRAZIA - Il buon Governo

di Pietro Giuliano Pozzati
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