LA SPY STORY

Nella narrativa francese e inglese

Esiste e resiste una branca della narrativa di evasione specializzata nella spy story che tocca i suoi vertici più alti con i nomi di John Le Carrè e Frederic Forsyt , ma non disdegna il grande pubblico dei lettori con il sottogenere che in fondo è alla base di quella categoria e che può contare su diversi autori anglosassoni e francesi.

I francesi: scrittori bravissimi nella narrativa di consumo ma anche prolifici al massimo hanno prodotto e producono centinaia di romanzi che hanno saputo ideare e mandare alle stampe. Di questi ultimi, il primo per ordine di apparizione è stato Jean Bruce, nome d'arte di Jean Brochet nato ad Aillières-Beauvoir (Francia) il 26 marzo 1921. Coscritto dell'immenso Frédéric Dard, che era nato a Jallieu il 29 giugno 1921 e che morì il 6 giugno 2000. Sarebbero potuti essere coscritti anche nella morte, più o meno, se Dard-Sanantonio avesse perso la vita per impiccagione nel settembre del 1965. Entrambi poi pubblicarono il loro primo romanzo seriale in quel fatidico 1949 che portò alla luce anche lo splendido romanzo di Chandler "La sorellina", quinta indagine di Philip Marlowe. Il primo romanzo di Jean Bruce ha per protagonista un agente dello OSS americano, vale a dire l'Overseas Secret Service, l'antesignano della CIA, nomi diversi ma modo di agire sempre lo stesso.
In Italia, siccome la doppia Esse richiamava alla memoria i tristi tempi delle SS naziste, ne venne tolta una tanto per ridurre "all'OS" la nefasta sigla e ridurre così l'impatto visivo e il conseguente ricordo delle stragi perpetrate dai nazisti.
L'eroe di Jean Bruce porta l'altisonante nome di Hubert Bonisseur de la Bath e si muove nello scacchiere internazionale della guerra fredda mantenendo freddo anche il suo sangue e finendo per dare scacco matto ai suoi avversari in decine e decine di storie, per un totale di 87 romanzi in soli 14 anni (sei romanzi l'anno!). Dopo la sua morte avvenuta a causa di un incidente stradale dove il povero Jean arse vivo morendo a soli 42 anni nella sua fuoriserie. Il suo personaggio venne portato avanti dalla moglie Josette fino al 1996 (anno della sua morte) con altri 143 romanzi!! Ne seguiranno poi altri 24 ad opera dei figli Francis e Martine!!! Totale: 254 romanzi!!!!

Un altro asso di questo genere di narrativa popolare è stato Jacques Douyon in arte Adam Saint-Moore, nato il 5 ottobre 1926 e morto nel giugno del 2016. Anche qui troviamo un agente della CIA, chiamato Gunther e soprannominato Faccia d'Angelo, anche qui i romanzi sono tantissimi: 159 a partire dal 1956 per poi terminare nel 1985. Fra questi 159 ce ne sono 70 di genere poliziesco. Nel 1964 un romanzo della serie Faccia d'Angelo ottenne la palma d'oro per il miglior romanzo di spionaggio. In Italia ne apparvero nove pubblicati in gran parte dalla editrice milanese Cenisio negli anni '60, arricchite dalle bellissime copertine  di Franco Picchioni, ottimo pittore attivo anche nel campo della cartellonistica cinematografica. Ogni volumetto riportava tre illustrazioni: quella a colori della copertina, e due in bianco e nero all'interno, delle quali una occupava una pagina e l'altra la doppia pagina. In genere questi romanzi: ambientati in America, Grecia, Turchia, Indonesia, Inghilterra si aprono con il primo e talvolta anche secondo capitolo sul luogo nel quale la vicenda si svolgerà, per poi: dopo un omicidio, fare apparire Faccia d'Angelo a colloquio con il suo capo J.S. Dunn il quale lo mette al corrente di ciò che è successo in precedenza per poi inviarlo in missione, da solo o con l'aiuto di Bassowich, agente di collegamento dell'Agency. In trame dalla struttura in apparenza semplice, si sviluppano storie che avvinghiano il lettore il quale altro non chiede che di lasciarsi trasportare dalla fantasia dell'autore come da un semplice tappeto volante il quale sorvoli il teatro dell'azione e anche le non poche incongruenze messe in secondo piano dalle scene d'azione e d'amore, dove bellissime donne talvolta infide e talaltra buone, incrociano la strada dell'eroe. Nelle copertine dei libri italiani di Saint-Moore spesso Franco Picchioni rappresentava la bella di turno con il volto della bellissima Gloria Paul. Al giorno d'oggi siamo, come lettori, più smaliziati e mal ci assoggettiamo a romanzi semplici e un po' ingenui, che narrano di individui coraggiosi sì ma anche fortunati nel concludere ogni volta la storia che li vede protagonisti. Eppure quelle storielle avevano la funzione terapeutica di infondere nel nostro animo una sensazione di sollievo per il fatto che a conclusione della vicenda l'ordine e la pace venivano ristabiliti. Per lo meno fino alla prossima storia.

  1. Antonio Mecca

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