ll detective privato romano Max Mariani

Dopo avere terminato di leggere il romanzo: "Il mistero del rubino birmano", seconda indagine del detective Max Mariani, di Enrico Vanzina, mi accingo a scrivere una modesta recensione. Ricordo che nella sua nota del gennaio 2013 riportata nel "Diario Diurno", Vanzina scriveva: "L'idea è di rifare Chandler a Roma". Cosa questa che lo scrittore e sceneggiatore romano ha fatto, e fatto bene, poiché Mariani: ex avvocato, ex marito e ora investigatore privato, riesce a barcamenarsi, rimanendo a galla sul liquame che una grande città come Roma produce in grande quantità. Oreste Del Buono, scrittore elbano vissuto a Milano per decenni e specialista della narrativa poliziesca, nella ritraduzione integrale del primo romanzo di Ross Macdonald "Bersaglio mobile", ottimamente eseguita dalla brava Alessandra Di Luzio, annotava nella sua prefazione che i grandi detectives americani erano stati soltanto tre: Sam Spade, 1929; Philip Marlowe, 1939; Lew Archer, 1949. Ci sarebbe anche Mike Hammer, 1947; ma evidentemente il fatto che fosse apparso non allo scadere del decennale ma due anni prima ha finito per declassarlo. Il critico di un grande giornale italiano affermava che i tre romanzi di Enrico Vanzina con Max Mariani sono da definire senz'altro chandleriani. Questo critico è sempre stato sopra le righe, un po' come un cocainomane che sopra le righe deve stare per poter inalare la bianca sostanza che gli permetterà di vedere al di là del suo sguardo allucinato per poi mettersi al volante, travolgere il primo povero cristo che gli si parerà davanti e stravolgere le vite di coloro che gli gravitano intorno. Comunque sia la prosa di Enrico Vanzina può definirsi oltre che brillante come il rubino del romanzo anche più che aderente allo stile dei polizieschi americani che ci hanno allietato la vita dagli anni Trenta fino agli anni Settanta del Novecento. Ovviamente essendo ambientate, queste indagini, nell'epoca attuale: 2013-2014-2016, e inoltre in Italia e non in America, sebbene l'America molti individui è proprio in Italia che hanno finito per trovarla, sarebbe assurdo pensare di trovare una decalcomania proveniente da un'altra epoca e nazione, anche se nel 2012 qualche disgraziato pensò e poi purtroppo lo fece anche di portare Nero Wolfe a Roma, interpretato da Francesco Pannofino e Pietro Sermonti nel ruolo di Archie Goodwin, Sermonti reduce dal cast di "Un medico in famiglia".
Vanzina con la sua esperienza di scrittore per il cinema, per i giornali, per i libri dimostra di sapersela cavare egregiamente, sapendo anche diversificare il suo lavoro e stopparlo quando non lo attrae più. Nella pagina antecedente l'inizio del suo primo romanzo con Mariani, l'autore riporta una frase di Raymond Chandler: "Un investigatore veramente in gamba non si sposa mai". Cosa che Marlowe avrebbe invece fatto alla fine della carriera sua e della vita di Chandler, quando nelle prime e purtroppo anche ultime pagine di "The Poodle Springs Story" Phil Marlowe appare sposato con Linda, la figlia del milionario: in dollari, Harlan Potter. E che proprio in virtù della sua ricchezza si sente in diritto di convincere il povero neo marito ad abbandonare la sua professione. Cosa che lui invece non intende fare perché: "squallido o no che sia il mio ufficio, è lì che sono quello che sono. È lì che sarò quello che sarò".
Antonio Mecca

L'angelo degli abbandoni

di Giorgio Casalone
EDB Edizioni

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STIRPE DI DONNE

di Albertina Fancetti
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