MALVAGIA INCOSCIENZA DEI VILI

Odio razziale nei confronti della senatrice Liliana Segre

La recente notizia diffusa dalla senatrice a vita Liliana Segre sul fatto di ricevere ben 200 messaggi al giorno incitanti all'odio razziale ha messo in evidenza il dramma che l'affermarsi delle nuove bande fasciste sta suscitando non solo in Italia ma in buona parte dell'Europa e soprattutto in Germania. Ora la senatrice ha subìto questi terribili messaggi solo per essere ebrea e soprattutto ebrea scampata ad Auschwitz, e di ricordarlo alla gente in interviste, dibattiti, interventi nelle scuole. I vigliacchi che si nascondono dietro un nome in codice, o neppure dietro a quello, sono della stessa razza (o etnia, come usa dire qualche scema convinta di saperla lunga) degli odiatori di professione, i quali godono nel fare del male indifferentemente a giovani, vecchi, sani e malati, a gente che ha sofferto o sta soffrendo perché perseguitata o ammalata o ferita nel corpo o nella mente. Nonostante questo la signora Segre ha detto con la grande civiltà che la contraddistingue: "Gli hater sono persone per cui avere pena e vanno curate". Sarà forse possibile curarle, ma dopo quello che questo vile manipolo ha fatto e fa, risulta ben difficile provare pena per simili vermi. Gli ebrei non sono persone migliori o peggiori delle altre solo in base al loro credo. Ma se i cosiddetti "gentili" si credono migliori di loro solo in base al fatto di non essere ebrei, dimostrano nella loro intolleranza razziale di essere tanto afflitti da crudeltà mentale. Molti fra loro sono negazionisti, vale a dire non credono che l'olocausto sia mai esistito, e che filmati, fotografie, interviste ai sopravvissuti e riprese delle montagne di cadaveri resi già in vita dei morti viventi a causa della fame cronica, delle privazioni subite, del lavoro bestiale coatto, delle violenze e degli abusi sessuali che toglievano loro dapprima la libertà di svolgere da civili il proprio lavoro o studio, poi di uscire a determinate fasce orarie prestabilite dai fasci al potere, e infine la libertà totale perché rinchiusi in campi di concentramento e uccisi, siano falsi storici. Un idiota che fu anche mio compagno di lavoro pronunciò la seguente bestialità: "In quei campi di lavoro venivano imprigionati soltanto gli ebrei ricchi". A parte il fatto che non è assolutamente vero, ma anche se lo fosse stato, quale dannato diritto avevano quegli sporchi individui di sottomettere una un'etnia - ai loro voleri che poi erano soprattutto quelli del loro capataz coi baffetti a francobollo. Mentalmente. Hitler fu una emanazione di Mussolini, riveduto e corretto: con abbondante superalcolico, fino a superare il maestro di Predappio, il quale fu poi, dieci anni dopo l'ascesa al potere del suo allievo - per la gelosia nei suoi confronti, dato che l'ex austriaco naturalizzato tedesco stava conquistando mezza Europa e anche lui bramava la sua fetta di torta - un suo subalterno. L'obbrobrio delle leggi razziali gli anni nei quali esseri umani sono stati umiliati e offesi, per dirla con Dostoevskij, non si possono e non si devono dimenticare. Pena il possibile ritorno se non a quegli anni, a quei metodi, quando fu effettuato lo sterminio. Per cui non si può che provare pena e ribrezzo per tutti coloro che anche per il solo colore diverso sono usi a lanciare vili insulti e attacchi ricalcando chi dal balcone bandiva linee di politica oppressiva e bellicosa.     

Antonio Mecca

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