MARZO

Racconto poliziesco di Macc Tony

Cardona dopo avere chiesto l’autorizzazione al magistrato competente si mise in contatto con la compagnia telefonica per richiedere i tabulati relativi ai due precedenti mesi riguardanti il telefono di casa di Cocchetti Ileana, visto che l’apparecchio era intestato a suo nome. Quando dopo qualche ora gli furono inviati sul computer, cominciò a controllare i numeri sopra riportati, che erano molti e – come da subito poté constatare – provenienti da diverse località al di fuori di Roma.

Concentrò la sua attenzione sui prefissi di Milano e provincia, segnalandoli su un taccuino ogni qualvolta se ne imbatteva e, al successivo numero con prefisso milanese, confrontandolo con i precedenti. Notò così che un numero ricorreva a distanza di una settimana nel mese di febbraio  

Poi proseguì fino alla settimana sempre di febbraio durante la quale molto probabilmente l’uomo si era recato a Roma per incontrare lo scrittore. Questo era accaduto due settimane prima dell’omicidio di Fardelli avvenuto ai primi di marzo. Qui il numero da telefono fisso riportato due volte nel mese di febbraio non  ricorreva nuovamente. C’erano però numeri di cellulare, uno dei quali poteva appartenere all’assassino. Da uno di questi era partita una telefonata alle dieci e quarantasette di sabato 21 febbraio, vale a dire tre quarti d’ora prima che Capresi ricevesse il suo visitatore. Bisognava effettuare quindi una nuova ricerca tramite la compagnia dei telefoni riguardante il numero del telefono fisso che si era ripetuto una volta, più quella del cellulare del sabato 21 febbraio alle dieci e quarantasette. Così venne fatto.

Di lì a non molto, sempre sul computer di Cardona giunse l’informazione richiesta. Il numero di cellulare e quello del telefono fisso avevano lo stesso intestatario: Andrea Marelli, residente a Milano in via Melchiorre Gioia. A questo punto non restava altro da fare che chiedere la collaborazione della polizia di Milano. La città quel giorno era umida di pioggia, pioggia che pur con alcune pause continuava a scendere da tre giorni e che, secondo il bollettino meteorologico il quale per l’intensità delle edizioni e delle voci concitate dei suoi speaker sembrava essere un bollettino di guerra, avrebbe continuato per altri due, provvedendo così a rimpinguare il bacino idrico della città, a rinfrescare l’aria e a far rilucere con il ritorno del bel tempo la metropoli in tutto il suo splendore nascosto. Nascosto talmente bene che era difficile notarlo. 

Scalise tornò alla sua scrivania accingendosi a sedere quando il telefono prese a squillare.

- Commissario Scalise – disse rispondendo.

- Buongiorno, Scalise – rispose una voce con accento meridionale come il suo ma che a differenza del suo il cui lungo soggiorno meneghino aveva un po’ indurito ancora conservava l’accento originario: siciliano, o calabrese.

- Sono il commissario Cardona, della Squadra Mobile di Roma, distretto Colle Oppio. Avrei bisogno di un favore: vorrei una collaborazione riguardante un caso sul quale sto indagando: l’assassinio di Emanuele Fardelli, avvenuto qui a Roma il quattro di questo mese. C’è una traccia che porta nella tua città, Scalise, e che riguarda il seguente individuo: Andrea Marelli, residente in via Melchiorre Gioia. Potresti fornirmi qualche notizia su di lui, su dove si trovava nei giorni immediatamente precedenti il quattro marzo e seguenti, ma specialmente il quattro marzo.

Scalise rispose che sì, poteva.

- Anche se può sembrare strano, c’è poco da fare in questi giorni in questa città e in questo quartiere a parte districarsi nel traffico che quando qui piove diventa ancora più insopportabile.

- Qui è peggio, quando piove; la fortuna è che non piove quasi mai – concluse Cardona rendendo il suo collega invidioso e un po’ intristito.

- Beati voi- commentò infatti il poliziotto meridionale trapiantato a Milano al poliziotto meridionale trapiantato a Roma. – D’accordo, allora: comincio subito e poi ti farò sapere. Sapere qualcosa indirettamente su di lui prima di rivolgersi a lui direttamente: ecco come intendeva agire Scalise. 


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