Mercato del Lavoro News n. 86 - 4

MINIMI SALARIALI PER LEGGE O EFFICACIA UNIVERSALE DEI CONTRATTI COLLETTIVI ? DIPENDE DAL SINDACATO

La soluzione al problema è teoricamente molto semplice: l’attuazione dell’art.39 della Costituzione che, nell’affermare che l’associazione sindacale è libera e quindi la costituzione di un Sindacato è un diritto disponibile per tutti, indica anche la regola che dalla pluralità di Associazioni Sindacali può condurre all’unicità del Contratto Collettivo Nazionale: quella per cui tale diritto spetta alla coalizione sindacale formata da organizzazioni legalmente costituite e registrate che rappresentino la maggioranza dei lavoratori interessati al Contratto. Il conteggio degli iscritti e anche quello delle Rappresentanze Sindacali in azienda non è complicato: ci sono già le intese di massima con l’INPS. Del resto nei fatti il principio è già applicato  nella contrattazione aziendale, dove l’efficacia dell’accordo è sancita dal voto a maggioranza da parte delle Rappresentanze Sindacali Unitarie o da un referendum di tutti i lavoratori.  L’ostacolo insormontabile è rappresentato dall’obbligo di registrazione, che implicherebbe la costituzione dei Sindacati in Figure Giuridiche: un’ipotesi che, o per riaffermare la rottura col sindacalismo fascista (che era inquadrato come articolazione dello Stato totalitario), o per non far venir meno l’ammiccamento al carattere classista e quindi estraneo alle istituzioni borghesi delle Organizzazioni Sindacali “storiche”, (o per ragioni più venali legate ad obblighi fiscali e responsabilità legali) CGIL CISL UIL hanno sempre rifiutato. Esiste naturalmente la possibilità di cambiare la Carta Costituzionale (ma non era la più bella del mondo?) levando dall’art.39 l’obbligo di registrazione. Sarebbe forse un po’ difficile da spiegare in occasione dell’inevitabile referendum confermativo che seguirebbe… D’altra parte si fa fatica a vedere altra strada: l’erga omnes di Contratti Collettivi non potrebbe essere intrapreso senza inevitabili e ricorsi alla Corte Costituzionale, dall’esito altrettanto inevitabile. 

In definitiva le opzioni sono le seguenti: 

  1. Rinunciare ad intervenire sui minimi fissati dai diversi contratti, lasciando libere le dinamiche di mercato salvo la possibilità dei singoli di rivolgersi alla Magistratura.

  2. Istituire per legge il salario minimo, tenendo conto di tutte le possibili variabili prima descritte

  3. Dare attuazione all’art.39 nella sua versione integrale, o successivamente ad una sua modifica con Legge Costituzionale

E’ evidente che la via maestra è quella dell’attuazione dell’art.39, che però impone ai Sindacati Storici di uscire da un’ambiguità che prevede più diritti che doveri, più consuetudini che regole, più tutele che responsabilità. D’altra parte non si può essere depositari di un diritto valido erga omnes senza che gli “omnes” ti vincolino a qualche regola…       

(A cura di Claudio Negro)

Milano, 5 gennaio 2021

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