Mina Settembre di Maurizio de Giovanni

La messa in onda della serie televisiva "Mina Settembre" offre l'occasione per parlare del personaggio creato da Maurizio de Giovanni, lo scrittore napoletano autore di altre due serie: quella del commissario Ricciardi e quella de I bastardi di Pizzofalcone. Mina Gelsomina Settembre è una giovane donna che svolge la professione di assistente sociale nel centro storico di Napoli, negli ex famigerati quartieri spagnoli ora -almeno in parte- bonificati ma pur sempre un ricettacolo di camorristi, spacciatori, tossicodipendenti, ladri. Una popolazione indigente che vive o meglio sopravvive alla malasorte e alla malavita abitando in abitazioni fatiscenti risalenti al lontano passato dominato dai Borboni. Si tratta di quartieri dove il sole entra a fatica e dove chi ci abita ne esce - quando ci riesce - con ancora maggiore fatica. Pochi ce l'hanno fatta, il principe De Curtis in arte Totò, lo scrittore Giuseppe Marotta, descrittore della Napoli della prima metà del Novecento. Gelsomina Mina Settembre - impersonata da Serena Rossi, azzeccatissima nel ruolo - vive nella casa della sua insopportabile madre dopo la separazione dal marito, reo di averla tradita con un'altra donna, ma trova nel compagno di lavoro Domenico Gambardella, di professione ginecologo, un possibile futuro compagno. 
Il primo dei due romanzi nei quali Mina appare è "Dodici rose a Settembre", che vede la giovane e procace assistente sociale rischiare la propria vita inconsapevolmente perché nel suo lontano passato ha fatto parte del cast di una scalcinata commedia dove compariva anche Martina, giovanissima e dolcissima ragazza che, durante un festino a base di droga, viene spinta a provare il malefico veleno, così spesso utilizzato da imbecilli privi di ragione e di scrupoli. La ragazzina finisce così per trasformarsi in una larva umana. Allora, la madre decide scientemente, dopo essere risalita dapprima all'elenco degli artisti di allora (attori, regista, autore) e poi a dove ora costoro si trovano, ad ucciderne una parte consistente. 
Questa trovata ricalca alla perfezione quella utilizzata da Ed McBain nel suo romanzo del 1963 "Lungo viaggio senza ritorno". Una ex attrice subisce uno stupro di gruppo da parte di alcuni membri della compagnia. Il marito decide di uccidere a colpi di fucile tutto il gruppo. De Giovanni si dichiara da sempre lettore e ammiratore di McBain, del quale pare sia solito rileggere uno dei suoi tanti libri ogni qualvolta si accinge a scrivere un proprio romanzo. Ben si può dire che lo scrittore napoletano sia l'Ed McBain italiano, il cui stile può ricordare quello del grande scrittore newyorkese. La Napoli di De Giovanni è una città bellissima e orripilante al tempo stesso, descritta non solo nella città da cartolina della tradizione ma anche nella miseria dei suoi quartieri più degradati, dove il sole e soprattutto la speranza entrano a fatica. Sembra quasi che una divinità maligna copra la fiamma delle tante candele votive accese dai disperati fedeli soffocando insieme ad essa anche le tante speranze di una vita migliore alla quale la gente anela. Ciononostante, come affermava Pino Daniele, esistono nel mondo città ancora più degradate di Napoli, città dove la violenza la fa da padrona senza neppure il balsamo del sole e del mare che lambisce l'antica Partenppe. 
Mina Settembre: protagonista di due racconti, due romanzi e una serie di telefilm con sceneggiatura originale ha riscosso un ottimo successo e scosso forse anche la coscienza spesso intorpidita degli spettatori: oltre sei milioni, dovuti al talento di Maurizio de Giovanni, degli sceneggiatori, della regista Tiziana Aristarco e all'interpretazione della brava Serena Rossi, di Giuseppe Zeno, Giorgio Pasotti e Nando Paone. Una nuova serie è già in fase di realizzazione, e potrebbe apparire entro il 2022.
Antonio Mecca

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