NON SEMPRE I FIGLI DEI GRANDI... DISCENDONO...

Patrice, il figlio di Frederic Dard

Frédéric Dard-Sanantonio in un suo romanzo scriveva che spesso i discendenti dei grandi uomini sono davvero discendenti, nel senso che non valgono più di tanto rispetto ai loro grandi genitori. Questo naturalmente non vale per Patrice il figlio di Dard: che ha esordito nel 1972 all'età di 18 anni (nato nel 1944) nel campo del poliziesco sotto il nome di Patrice Damaisin, firmandosi con il cognome della madre Odette. Sempre nel corso di quel 1972 (anno in cui il padre nel suo romanzo "Regalo di imballaggio" inserirà la frase sui discendenti: pura coincidenza o impura allusione?) Patrice Dard inizierà a sceneggiare la prima di sette storie a fumetti del commissario Sanantonio per poi: dal 1973, il primo romanzo del ciclo poliziesco firmato con lo pseudonimo di Alix Karol che si concluderà nel 1977, a quota 21 romanzi (però, questi scrittori d'oltralpe: quanto sono prolifici!). Forse per via dell'abbuffata di parole scritte Patrice si prenderà una pausa dalla scrittura dei "Polar" (come in Francia vengono definiti i polizieschi neri) per redigere diversi libri di cucina e poi tornare: vent'anni e passa dopo, alla scrittura in prima persona dei suoi libri polizieschi. Non ci fu nel frattempo un abbandono totale del romanzo, poiché essendoci stato un riavvicinamento verso il padre, che papà Frédéric non sempre fu tenero nei confronti del figlio Patrice, i due collaborarono insieme alla stesura di alcuni telefilm e nella costruzione di trame di Sanantonio che - una volta approvate dal padre - venivano scritte da Frédéric. Quando poi ancora era in vita, il grande scrittore aveva detto al figlio: "Dopo la mia morte, qualcuno potrebbe riprendere i miei personaggi, potresti essere tu a farlo. Ne hai le capacità". E così è stato. Alla morte di Frédéric Dard, avvenuta nel giugno del 2000, Patrice intraprenderà la stesura di "Céréales Killer" (nella pronuncia francese "cereali" e "serial" suonano simili), uscito a un anno esatto dalla scomparsa di Sanantonio. A questo seguiranno 28 romanzi fino al 2016, quando Sanantonio junior deciderà di imporre uno stop temporaneo alla serie perché desideroso di dedicarsi al teatro. Ho avuto modo di conoscere Patrice Dard nel settembre 2014, quando aveva compiuto 70 anni e la madre, che era andato a trovare a Parigi dove viveva, ne aveva 92.

Ci incontrammo sul piazzale della Gare de Lyon, da qui ci recammo in un modesto bar nelle vicinanze e una volta seduti parlammo per circa mezz'ora, e mi fece la dedica su due suoi libri, che lo scrittore compose in un buon italiano così come buona è la sua parlata nella nostra lingua. Patrice Dard è una persona simpatica. In lui non si nota alcun lato cattivo che può magari servire per arrivare al vertice, ma: una volta lì giunti, scivolare in basso e magari finire nel fango. No: lui dopo il primo Sanantonio molto hard perché doveva passare come opera postuma del padre, ha cercato di ridurre le scene oscene di sesso, e restituire al personaggio un'aria più pulita, perché il "suo" Sanantonio era quello in voga negli anni '50-'60, libertino ma non sporcaccione, ironico ma non sarcastico, violento ma non crudele. Se il padre era un finto allegro perché si travestiva da clown per celare la sua malinconia, il figlio è invece ottimista, supportato da una bella famiglia moglie e due figli: un maschio e una femmina che lavora in Tv come sceneggiatrice. Come Sergio Bonelli, figlio di Gianluigi creatore di Tex, seppe rinvigorire il personaggio principale della Casa Editrice, anche Patrice Dard ha saputo portare avanti il personaggio creato dal padre smussandolo delle asperità provocate dagli anni che non si accumulano quasi mai impunemente.   

Antonio Mecca

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