NOTE E DISSONANZE 2

La transumanza anche a Milano? Non è un'immagine del passato, ma è una realtà che ancora avviene alle porte della metropoli, tra un terreno e l'altro, tra strade bianche  e altre asfaltate, tra i capannoni e  le tangenziali  della città, sotto gli occhi degli automobilisti che riprendono la scena con gli smartphone e lo stupore dei bimbi con i loro genitori. Il viaggio delle 900 pecore è iniziato  il 15 settembre  dal Passo  della Presolana, e pian piano, pascoli brucando, con le loro  zampe e non in camion le pecore hanno  raggiunto gli spazi verdi della campagna milanese. Le conduce il pastore Giuseppe Salvi, 57 anni, residente a Schilpario nella Bergamasca, ma nato a Melzo. Sono con lui  la moglie, due ragazze Anna e Martina, un dipendente e uno stagista, li accompagnano pure cinque asini, un cavallo, una dozzina di cani. “Gli spostamenti - sostiene Salvi - vanno programmati per non dare fastidio a chi lavora. Conosco molti agricoltori della zona, porto i miei animali nei terreni delle loro aziende. Mi chiamano dopo che hanno falciato l'erba, raccolto il mais e il frumento. Le pecore tengono pulito. Se il pascolo è abbondante ci fermiamo anche una settimana, altrimenti si fa un paio di ore qui, un pomeriggio là”. Fino a maggio il pastore nomade prevede di toccare un’infinità di posti dell'hinterland milanese: Melegnano, Opera, Carpiano, Rozzano, Trezzano sul Naviglio e altre località. Si lavora sodo e senza tregua fin dall’alba. La scena della transumanza ancora presente nei dintorni di Milano si basa sul grande amore per gli animali  e sulla passione della vita all’aperto. (dal Corriere della Sera del 3 novembre 2020)

Luciano Marraffa

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