OGNI INDAGINE NON GIUNGE MAI ALLA RISOLUZIONE DEL MISTERO

Nella libreria Alberti di Intra, bella località sul lago Maggiore, si è svolto un incontro fra Cecilia Scerbanenco, Valerio Varesi con i loro lettori. Cecilia è una delle figlie di Giorgio Scerbanenco, patriarca del giallo italiano e non solo, perché maestro anche del rosa che ha attirato generazioni di donne che sono, come quasi tutti sanno, più portate all'amore di quanto invece non sia l'uomo. Volodymir Scerbanenko nacque a Kiev nel 1911 da padre russo e madre italiana, che dopo l'assassinio del marito fece ritorno a Roma, con il piccolo Volodymir ribattezzato in seguito Giorgio. Nella seconda metà degli anni Venti, dopo che Mussolini salì al potere e scese a Roma, gli Scerbanenco salirono a Milano per trovare lavoro. Dopo un non certo esaltante periodo in fabbrica, il giovane scrittore italo-ucraino riuscì a trovare la sua vera strada, che era quella di scrittore di novelle e romanzi. Ne scrisse una quantità, e quasi tutti di eccezionale bellezza. Di recente Cecilia ha fatto ristampare "Venere privata", primo dei romanzi che vedono come protagonista Duca Lamberti, ex medico radiato dall'albo per avere praticato l'eutanasia. Il romanzo venne pubblicato nel 1966, e nel 1970 ne venne tratto un film fra i cui interpreti si trova anche Raffaella Carrà. Cecilia Scerbanenco era presente per pubblicizzare la biografia dedicata al padre: "Il fabbricante di storie", La Nave di Teseo 2018, che ripercorre la vita e la carriera di uno scrittore nato a Kiev e morto in Italia nel 1969. 

Giorgio Scerbanenco all'età di sei mesi con la madre Leda si trasferisce a Roma, città di origine della mamma. Poi quando il figlio ha ormai sedici anni andranno a Milano, dove hanno parenti e dove si trovano molte fabbriche. Giorgio dapprima lavorerà in fabbriche nelle quali non si adattò mai del tutto perché non portato per il lavoro tecnico, e poi trovò la sua strada che era quella dello scrittore autodidatta, divenendo una vera e propria macchina per scrivere umana in grado di sfornare: nella sua non lunga esistenza di 58 anni, centinaia di storie suddivise in racconti, romanzi nonché lettere di risposta alle lettrici dei settimanali nei quali lavorava.

Valerio Varesi è nato a Torino e trasferito con la famiglia a Parma dall'età di tre anni il quale ha esordito nella scrittura prestissimo pubblicando poi nel 1998 il primo dei sedici romanzi con protagonista il commissario Soneri, burbera figura di poliziotto malinconico e ironico al tempo stesso - l'ironia rappresenta spesso una reazione alla malinconia - il quale si muove fra le nebbie della sua bella Parma della quale conosce bene le vie ma meno le persone, perché queste hanno spesso una tortuosità non facile da decifrare al momento. Il commissario ha una donna: l'avvocatessa Angela Cornelio, bella e ironica e spesso in grado di controbattere alle battute: non di rado davvero belle, del suo compagno commissario, che non è Maigret non solo perché questo fuma la pipa e lui invece il sigaro, ma perché Parma non è Parigi e l'Italia non è la Francia, quindi non ci può essere la stessa atmosfera transalpina. Sembra quasi che la fine di ogni indagine pur conducendo alla risoluzione del caso, non può comunque considerarsi la risoluzione del mistero più grande che la vita è: quello della nostra esistenza, la quale spesso è una resistenza alla vita stessa.

Antonio Mecca

L'angelo degli abbandoni

di Giorgio Casalone
EDB Edizioni

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STIRPE DI DONNE

di Albertina Fancetti
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