PORTA TOSA 2

Una delle sei porte di Milano

Tornando un attimo sulle svariate teorie legate al nome della porta, abbiamo già visto l’ipotetica origine latina, altri due termini vengono riportati: Tonsa e Tosta, entrambi legati a una leggenda popolare risalente al primo assedio di Milano nel 1158 e non all'anno della sua distruzione(1162), come si legge troppo spesso in giro. Viene narrato dal Bugatti che quando i nemici giunsero nei pressi della porta, prendendo alla sprovvista i milanesi, una prostituta si tirò su le sottane e cominciò a radersi (a tondere- tagliare, da qui tonsa) il folto pube. A quel punto, l’esercito del Barbarossa, colpito dalla faccia tosta della donna, ma soprattutto, distratto dallo spettacolino osé, andò nel pallone dando modo alle nostre milizie di riorganizzarsi e respingere l’attacco: più danneggiare gli eserciti una discinta Venere che un ben armato Marte. Dopo la ricostruzione della città, per commemorare il gesto dell’ardita pulzella, i milanesi scolpirono un’effige che la raffigurava posizionandola sopra alla porta e lì rimase fino alla fine del 1500 quando un di molto scandalizzato Carlo Borromeo la fece rimuovere. Passata successivamente per vari proprietari è oggi esposta presso il Museo d’Arte Antica del Castello Sforzesco (foto 2).

Una leggenda assai divertente e affascinante ma anacronistica dato che la porta era già denominata Tosa in epoca precedente come pure la scabrosa raffigurazione riportante sul retro una bella iscrizione romana consolare (Giulini). Esiste un’altra storia popolare legata a questa scultura: i superstiti alla distruzione di Milano si recarono a Costantinopoli per domandare denaro all'imperatore in modo da poter ricostruire la città ma la moglie si oppose. Una volta tornati a casa i milanesi scolpirono una statua che la raffigurava in atto osceno per sbeffeggiarla. In ultima ipotesi, Porta Tosa prese il nome da una nobile famiglia della zona che diede a Milano personaggi illustri, incluso il primo generale dell’ordine degli Umiliati; lo stesso di Bonvesin de la Riva (de magnalibus urbis Mediolani). Non di meno, verità o fantasia che siano, il termine tosa è divenuto parte integrante del lessico meneghino e lombardo: ciao bella tosa! – ciao, bella ragazza!

Riccardo Rossetti

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