QUANDO IL CINEMA DIVENTA ARTE

Psyco, un capolavoro di Alfred Hitchok

Ricorre quest'anno il sessantesimo anniversario dell'uscita del film "Psyco", girato dall'allora sessantenne Alfred Hitchcok, regista inglese naturalizzato americano. Tratto dall'omonimo romanzo di Robert Bloch, scrittore americano di romanzi polizieschi, e pubblicato nel 1959. La storia si ispira a quella purtroppo autentica del serial killer Ed Gein, il quale tra il 1947 e il 1957 uccise almeno due persone per poi squartarle e portare pezzi dei loro corpi a casa, per arredare l'ambiente! Evidentemente era questo sistema la morte sua! Il film venne girato in due mesi: dalla fine di novembre 1959 al primo febbraio 1960, in bianco e nero e con la troupe della serie televisiva "Alfred Hitchcok presenta", perché si intendeva risparmiare sui costi di produzione, che infatti furono di ottocento mila dollari ma poi se ne ricavarono 50 milioni. Il protagonista Norman Bates fu interpretato dall'attore Anthony Perkins, la protagonista Marion Crane dall'attrice Janet Leigh, che impersona una segretaria di agenzia immobiliare la quale si impossessa di 40000 dollari versati da un cliente per l'acquisto di una casa. Dopodiché decide di fuggire ma - sorpresa da un furioso temporale - sbaglia strada e imbocca la vecchia e non più frequentata autostrada, dove a un certo punto nota l'insegna di un vecchio motel, anche lui non più frequentato: Bates Motel. Decide quindi di fermarsi, sebbene il posto sia privo di altri clienti e il proprietario privo di attrattive rassicuranti. Infatti si rivelerà un maniaco assassino, che travestitosi con abiti femminili accoltellerà la giovane donna sotto la doccia. Questa è la scena clou del film, della durata di 45 secondi e con sette giorni di lavorazione, perché furono 72 le posizioni della macchina da presa con 22 secondi soltanto per quella relativa all'accoltellamento, che consta di ben 35 inquadrature. La musica scelta fu quella di Bernard Herrmann, già storico collaboratore di Hitchcock nonché autore delle musiche del celebre film di Orson Welles "Quarto potere". La musica qui proposta è formata da archi, da violini che simulano il grido di animali o di uomini colti dal panico. Janet Leigh dichiarò in seguito in varie interviste che da allora cercò di sostituire la doccia con la vasca da bagno, perché resa satura dall'impegno messo e dalla visione del film una volta montato. Nel 1961 il film venne candidato a quattro premi Oscar: alla regia, alla migliore attrice non protagonista, alla migliore fotografia e alla migliore scenografia. Janet Leigh si aggiudicò il Golden Globe per la migliore attrice non protagonista. A questo film e a questo romanzo seguirono sempre sull'argomento altri due romanzi (sempre di Robert Bloch) e altri cinque film, più una serie televisiva e un documentario, segno che quel primo film aveva lasciato il segno. Agli attori già ricordati va aggiunto Martin Balsam, seconda vittima del film nei panni dell'investigatore privato Arbogast, stesso nome di un altro investigatore privato che appare nel racconto di Chandler "I guai sono il mio mestiere", 1939. Questo è forse stato un omaggio da parte di Bloch a Raymond Chandler, morto nel mese di marzo del '59, un mese dopo essere stato nominato presidente dei Mystery Writers of America. Il film è rimasto nell'immaginario collettivo per la sapiente regia, l'ottima interpretazione, la nitida fotografia e la particolarissima musica di Bernard Herrmann, che 15 anni dopo comporrà anche le musiche di un altro capolavoro: "Taxi Driver", tre lustri che hanno dato lustro anche al bellissimo e tragico film di Martin Scorsese con uno straordinario Robert De Niro.

Antonio Mecca

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