Riqualificazione dell’ex Innocenti e del Rubattino

I cancelli filmati in “Romanzo popolare” di Mario Monicelli sono ancora lì, da dove entravano e uscivano gli operai del glorioso stabilimento della Innocenti. Fino agli anni settanta questo stabilimento nel quartiere Rubattino produceva la famosa Lambretta e la Mini familiare e sportiva. Poi è andato gradualmente in rovina, preda di insediamenti abusivi, di brutture urbane fino a diventare, per chi ci abita, un luogo spettrale. Solo nel 1996 con l’amministrazione Marco Formentini si incominciò a pensare di riqualificare tutta l’area e nell’anno seguente nell’ambito del Progetto di Riqualificazione Urbana (PRU) “Rubattino-Pitteri” fu sottoscritto un accordo tra il Comune di Milano, la Regione Lombardia e il Ministero dei Lavori Pubblici. Nell’aprile 2011 venne sottoscritta una variante all'originario programma tra Comune, Regione Lombardia,  Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti con l’adesione della Società Rubattino 87 e del Gruppo Camozzi. In realtà poco o niente si è realizzato delle opere previste, si sono accumulati omissioni, ritardi e spreco di denaro pubblico. In particolare è stata trascurata la ristrutturazione del Palazzo di Cristallo, dove erano state progettate piscine, scuole, cinema e teatri. La cementificazione è continuata senza i dovuti servizi per i residenti, la cui vita ruota attorno alle due uniche realtà commerciali: Media Word ed Esselunga. Tra la fine del 2020 e l’inizio del 2021 si riaffaccia il progetto di riqualificazione dell’intero Rubattino. La zona, inserita nel nuovo piano chiamato Piano di Governo del Territorio (PGT) rientra tra le sei zone scelte dal Comune di Milano per essere rigenerate con l’inserimento delle funzioni di interesse pubblico. Il progetto originario subisce qualche variante per l’area residenziale che viene ridotta e piccoli cambiamenti, si prevedono per l’urbanistica leggera, mentre rimane invariato lo spazio dedicato al verde e al parco. Si prospetta per la prima volta di far sorgere nell’area ex Innocenti la Cittadella del Teatro alla Scala col trasferimento dei laboratori, ora negli spazi dell’ex Ansaldo di via Borgognone 34 e distribuiti in tre padiglioni. In uno spazio di circa 62 mila mq verranno distribuiti i laboratori di sartoria, la falegnameria, le scenografie e i magazzini. Si arriva al 13 dicembre 2021 con la convenzione firmata dal Comune di Milano con il Gruppo Camozzi, con  cui  si intende finalmente attuare la riqualificazione dell’intera area. Si prevede l’ampliamento di circa 70.000 metri quadri del Parco della Lambretta che, insieme agli spazi previsti ai laboratori e depositi del Teatro alla Scala, è già oggetto di un concorso internazionale bandito dal Comune di Milano e denominato la “Magnifica Fabbrica”, poiché sarà un polo di grande interesse per gli appassionati che visitano Milano da tutto il mondo. Oltre ai laboratori della Scala tale riqualificazione consentirà l’inserimento di “un centro per la ricerca, lo sviluppo tecnologico e per l’innovazione economica, con particolare riguardo agli incubatori e acceleratori d’impresa. Sarà inoltre realizzato un servizio di interesse generale, in accordo con il municipio 3, con la realizzazione di aree per lo sport all’aperto”. Si prevede anche di far sorgere nello stesso ex stabilimento industriale un deposito ATM, azienda di trasporto milanese. il soggetto privato resterà proprietario di circa 115.000mq, ma è obbligato a fare una bonifica di tutte le aree comprese quelle pubbliche; di queste quasi la metà dovrebbe essere destinata ad attività produttivo/logistiche. Stando alle già rosee previsioni, in relazione anche alle prossime elezioni comunali, già dalla primavera di quest’anno si dovrebbe vedere l’area in fase di realizzazione avanzata. Se veramente il progetto di rigenerazione dell’ex Innocenti verrà attuato senza altri ritardi il Rubattino cesserà di essere un quartiere dormitorio di Milano e concorrerà a rendere più equilibrato l’assetto urbanistico della metropoli. Luciano Marraffa

L'angelo degli abbandoni

di Giorgio Casalone
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di Albertina Fancetti
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