Scrivere è impresa non leggera ma, se fatta con amore, di certo leggiadra

Si è svolto al Teatro Maggiore di Verbania un incontro con gli scrittori Alessia Gazzola e Guido Anselmi. Il Teatro Maggiore prende il nome dal lago sul quale si affaccia, è una costruzione imponente che ricorda enormi corolle di fiori disegnate da Jacovitti per le sue storie di fantascienza. Ad aprire gli incontri con Alessia Gazzola in apertura e un ricordo di Alessandra Appiano in chiusura, è la sindaca di Verbania Silvia Marchionini.. Chandler scriveva, in "Finestra sul vuoto", a proposito di una donna, che "a trenta passi di distanza era un tipo di gran classe. A dieci passi, aveva l'aria di un oggetto fabbricato per essere guardato a trenta passi di distanza". Con la sindaca è il contrario. Se da lontano ci perde, da vicino ci guadagna per la grazia dei suoi occhi e del suo viso liscio e grazioso. Silvia ci ringrazia per la nostra presenza, scusandosi del fatto che la scrittrice Alessia Gazzola ancora non è arrivata perché ha perso il treno che da Milano L'avrebbe portata a Verbania. Poi per sbaglio ò salita sul treno per Torino e quando le è stato fatto notare che era salita sul treno sbagliato poiché doveva prendere invece quello per Domodossola che era già partito. Allora è salita su un taxi che l'ha portata a Verbania.
Anselmi è coautore insieme a Franco Forte di un romanzo sulla figura di Romolo. Con cognizione di causa parla della figura del fondatore di Roma dopo che tanti altri suoi colleghi hanno parlato degli affondatori della Roma moderna. Risponde anche cortesemente alle domande poste da qualcuno dei presenti in aula tra cui quelle di un solenne trombone che pone una mezza dozzina di domande a lui e ad Alessia Gazzola, nel frattempo approdata in sala. Il bello è che l'amico esordisce dicendo che sia dell'una che dell'altro non ha letto nulla, ma gli piace come hanno parlato. La scrittrice risponde - e con lui Anselmi - alle domande del grand'uomo al quale ha porto il microfono la scrittrice di Intra Mariangela Camocardi, autrice di romanzi storici ambientati in prevalenza sul lago Maggiore. Se Gesù farà sedere alla sua destra in paradiso uno dei ladroni crocifissi con lui sul Golgota, il padreterno che condivide la fila con un povero cristo quale il sottoscritto è invece lui a crocifiggere  i suoi interlocutori. Fra le domande postele dalle donne in sala la scrittrice siciliana trapiantata da Messina a Verona risponde, alla proposta di qualcuna delle sue lettrici di ambientare la prossima storia di Alice Allevi a Verbania, che questa pur bella località non è l'ambiente giusto per far muovere Alice, che ha sempre agito a Roma. Inoltre, non sa ancora quando e se la coppia Alice- Claudio ritornerà. Per ora, tornerà lei: Alessia, in libreria a maggio, con un nuovo romanzo ambientato in un'isola che non è l'Isola dalla quale lei proviene e che si intitolerà: "Lena e la Tempesta". Dopo una mezz'ora di dialogo con la gente in sala, eccola pronta per un'altra mezz'ora a firmare copie dei suoi libri o foto che la ritraggono senza gli occhiali mettendo in risalto due splendidi occhi verdi dalla luce intelligente e profonda. Quando esco dall'imponente edificio che sembra disegnato da Botero, gonfio com'è, un taxi bianco della città di Milano è fermo in attesa. Probabilmente della scrittrice messinese ex medico legale e ora scrittrice a tempo pieno. E ora tornerà ai libri, nelle librerie e nelle biblioteche  varie piccole arene dove si muovono lettori, scrittori di varia notorietà per cantare anch'essi le lodi ai propri e libri e a quelli dei  grandi maestri, le cui pagine risultano sempre scritte con amore e fatica, perché scrivere è impresa di certo non leggera sebbene: se fatta con amore, di certo leggiadra. 

Antonio Mecca

 


 

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