SIAMO FATTI DI MEMORIA, VIVIAMO DI MEMORIA

È morto il 27 luglio a Crabbia di Pettenasco, provincia di Novara, il grande attore Gianrico Tedeschi, nato nel capoluogo lombardo il 20 aprile 1920. La sua prima recita teatrale avvenne nel campo di concentramento di Sandbostel, in Bassa Sassonia, dove era stato internato per non avere aderito alla repubblica di Salò, proprio come Guareschi, non ancora divenuto papà della figlia Carlotta né di Don Camillo e Peppone. I due si conobbero in quei tristi frangenti finendo per fraternizzare. Quando finalmente la guerra finì, Gianrico si iscrisse alla Scuola di Arte drammatica diretta da Silvio D'Amico a Roma, e qui conobbe Giorgio Strehler che lo volle nella commedia Enrico IV di Pirandello. Questo fu il primo dei suoi lavori teatrali, a cui ne seguirono molti altri. Ma oltre che per il teatro l'attore lavorò anche per il Cinema a partire dal 1951 con il film di Mario Mattoli "Il padrone del vapore", primo di 43 film dei quali l'ultimo fu "Viva la libertà", di Roberto Andò, uscito nel 2013. Tedeschi lavorò molto anche per la Televisione (ricordiamo "No, no Nanette", "Acqua cheta", "Bambole non c'è una lira"), per la radio e per il doppiaggio (sua la voce data a Walter Matthau nel film "Plaza suite", o di Charles Boyer nel film "A piedi nudi nel parco", affiancato da quelle bellissime di Maria Pia Di Meo-Jane Fonda e Cesare Barbetti-Robert Redford. Poi ci fu la pubblicità, dapprima nei mitici caroselli dove impersonò il lunatico signor Veneranda creato dalla fantasia di Carlo Manzoni. Nel 1968 incontrò la giovane attrice fiorentina Marianella Lazlo, che lavoreà spesso al suo fianco e con il quale metterà al mondo la figlia Sveva, futura attrice anch'essa. Gianrico era solito affermare che la memoria è identità, e che perdendola noi perdiamo noi stessi. Provvisto di di un umorismo molto particolare, che lo rendeva per questo unico.
Tedeschi sapeva calcare la scena teatrale o televisiva con un carisma tutto suo.Cercava forse di essere così anche nella vita, e io ricordo di averlo incontrato per caso una trentina di anni fa in un primo pomeriggio a Milano, lui forse proveniente dall'allora ancora esistente teatro Smeraldo. Fermi ai lati opposti di un semaforo rosso lo riconobbi, e lui comprese che lo avevo riconosciuto. Era solo così come pure io. Al segnale del verde, procedendo l'uno verso l'altro, ne nacque una sorta di gag con io che avvicinandomi dicevo: "Buongiorno, signor Tedeschi". E lui che mugugnava un "Uhm!"
- Come va, tutto bene?
- Uhm!
 - Complimenti per la sua bravura!
-  Uhm!
Non si fermò e continuò a procedere in direzione dei vicini giardini. Da alcuni anni, innamoratosi del lago d'Orta, si era trasferito nel piccolissimo paese di Crabbia, sovrastante il poco più grande paese di Pettenasco, dove già anni prima, più o meno nello stesso periodo in cui conobbe la bella e brava Marianella Lazlo vi si era trasferita la giovane attrice romana Giulia Rubini. Avevo cercato, agli inizi di questo mese di luglio di poterlo incontrare nella sua casa di Crabbia, ma quando ho suonato il campanello si era affacciata la moglie, dicendomi che non era possibile, perché il marito viveva in "Un mondo tutto suo". 
L'arte recitativa di Gianrico Tedeschi, il quale recitò in teatro fino all'età di 96 anni, va ricercata nei suoi lavori passati: film ma soprattutto commedie e varietà televisivi, come la splendida recitazione ne "La governante", di Brancati. Il suo stile ironico, surreale, mai gridato rievoca un passato surreale e magico. Una magia che Gianrico Tedeschi ha saputo da par suo trasfondere per decenni in centinaia di lavori.

Antonio Mecca

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