TRA LE RIGHE

RITORNANO IN LIBRERIA "GLI SCELLERATI"

È stato ristampato il romanzo "Gli scellerati", pubblicato dal suo autore Frédéric Dard nel 1959 mentre da noi è uscito per la prima volta 59 anni dopo, nel 2018. Dard è stato uno degli scrittori francesi più popolari nel suo Paese, autore di forse 300 romanzi dei quali ben 184 aventi per protagonista il celebre commissario della polizia parigina Antoine San-Antonio, che a partire dal 1949 per finire poi nel 2000 - anno della morte del suo autore - si è ben presto guadagnato una fama letteraria,  ottenendo il plauso di scrittori più blasonati come Jean Cocteau, che gli scrisse una lettera di complimenti per il piacere derivatogli dalla sua prosa scintillante di battute, similitudini, descrizioni.
Pur procedendo paralleli sulla grande strada della Letteratura, i nomi di Frédéric Dard e di San-Antonio accompagnati da altri pseudonimi arrivarono a percorrere e talvolta a precorrere tutti gli anni dai Cinquanta ai Novanta, e seppure era come San-Antonio  l'autore che vendeva di più, i Frédéric Dard non fecero mancare mai la loro presenza in libreria e in edicola, postazione quest'ultima che lo scrittore prediligeva: soprattutto le edicole ferroviarie. Qualcuno che era qualcuno, come il cantante rock Johnny Halliday, ex marito di Sylvie Vartan, gli dichiarò una volta di preferirli ai Sanantonio, e questo si può anche comprendere datosi che i libri siglati Frédéric Dard non erano un fuoco di fila di trovate pirotecniche bensì romanzi più tradizionali, anche tristi per gli argomenti trattati e i personaggi maltrattati, quasi la tipica tristezza francese immortalata nei film con Jean Gabin, Jeanne Moreau, Lino ventura. I francesi, forse in virtù del grigiore del loro clima, non hanno mai abbondato in comicità pura, a parte i film prettamente farseschi del filone Louis De Funes e consimili. Qui infatti la comicità è strabordante, diretta erede delle farse di Feydeau e Labiche, che poi vennero spesso importate a Napoli da Eduardo Scarpetta e riscritte in dialetto napoletano.
Frédéric Dard nel suo romanzo "Gli scellerati" narra le peripezie di una giovanissima ragazza di diciassette anni: Louise, che vive a Léopoldville, paese alla periferia di Parigi, grigio non solo di clima ma anche ammorbato dai miasmi dello stabilimento chimico situato lì nei pressi e nel quale Louise lavora. Louise, che il padre non l'ha mai conosciuto perché fuggito dopo avere messo incinta la futura madre della bambina, vive in una misera casupola con la mamma e il patrigno, il quale beve molto e lavora poco. Un giorno, uscita dalla fabbrica, per evitare di rientrare troppo presto in una casa che mal sopporta e dove la sopportano male, allunga il giro passando così nei pressi di una villa ben diversa dalla sua, perché tanto questa è piccola e povera, tanto quella è grande e ricca. È abitata da due giovani coniugi americani, Jess e Thelma Rooland. L'uomo lavora allo Shape di Roquencourt, il quartier generale della Nato in Europa. La ragazzina facendosi coraggio chiede loro se sarebbero interessati ad una domestica, e questi accettano. Ha così inizio un intrigo alla Simenon, che sfocerà in una passione malata con finale a sorpresa. Il libro è un prodotto tipicamente francese, con la sua atmosfera grigia stemperata dalle battute e impreziosita da similitudini azzeccate. Impreziosito anche da una bella copertina vintage proponente una lussuosa auto americana dei primi anni Cinquanta, una Dodge, e adeguatamente tradotto dalla brava Elena Cappellini, il romanzo consta di 184 pagine: il numero esatto dei polizieschi di Sanantonio scritti da Dard. Anche in questo romanzo un commissario è presente, ma non è Sanantonio e lo si avverte, sebbene il romanzo sappia ugualmente ben dipanarsi fino al tragico finale.
Antonio Mecca

L'angelo degli abbandoni

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