TRAMVIERE A MILANO AI TEMPI DEL COVID19

Due di notte. Città deserta. Silenzio assordante. 

In fondo alla strada, lungo la corsia preferenziale, una filovia in gran pavese, come nave alla fonda, corre verso la sua destinazione: Vuota.

Il conducente, ligio al dovere, di certo si interroga sull'utilità del suo lavoro 

nel vuoto  generale. 

Eppure il suo servizio dà  solidità alla follia, che sta pervadendo questi 

giorni nuovi, sconosciuti, fuori dagli schemi usuali che davano un senso 

alla vita di tutti.

Si ferma doverosamente a tutte le fermate. Nessuno sale, nessuno 

che scenda.

Anche i semafori, solidamente funzionanti, regolano la sua corsa. Rosso. 

Si ferma. Lungo la strada perpendicolare un tram con il verde a favore, 

lo incrocia. Alla guida un collega fa un cenno di saluto. Ricambia. 

Qualcuno è vivo oltre a lui. Anche sull'altro mezzo nessun passeggero. Entrambi proseguono nel loro percorso vuoto.

Beatrice Barbieri


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