ACCADDE IL 30 GIUGNO

30 giugno 1971 L'equipaggio della navicella Soyuz 11 muore a causa di una fuga d'aria causata da una valvola difettosa

Soyuz 11 è la denominazione di una missione della navicella spaziale Sojuz verso la stazione spaziale sovietica Saljut 1. Si trattò del decimo volo equipaggiato di questa capsula, del diciannovesimo volo nell'ambito del programma Sojuz sovietico nonché del secondo volo verso una stazione spaziale sovietica. Fu la prima missione in grado di eseguire con successo la manovra di aggancio permanente alla stazione con conseguente passaggio dei cosmonauti verso la stessa. Il 29 giugno 1971 i tre cosmonauti risalirono sulla Sojuz e si prepararono al rientro sulla Terra: come da prassi l'apparato che riteneva la capsula alla stazione (costituito da varie componenti metalliche articolate) sarebbe dovuto saltare pezzo per pezzo mediante la progressiva detonazione di piccole cariche esplosive. Per un errore tuttavia le cariche esplosero nello stesso istante: la spinta impressa alla Sojuz fu quindi talmente forte da far attivare la valvola di scarico dell'aria, che si sarebbe dovuta aprire invece poco prima dell'atterraggio per consentire di adeguare la pressione atmosferica interna alla capsula con quella esterna. L'aria contenuta nell'abitacolo iniziò così a fluire nello spazio aperto: accortosi del grave problema il cosmonauta Pacaev tentò di chiudere la valvola mediante una manovra manuale di emergenza, ma perse i sensi prima di riuscirvi.

Nulla di tutto ciò venne però percepito dai controllori del volo, che del resto nulla avrebbero potuto per risolvere tale avaria; la capsula riuscì comunque ad atterrare nella zona prefissata secondo le canoniche procedure automatiche. Fu solo allorché le squadre di recupero la raggiunsero che ci si rese conto della tragedia avvenuta: i soccorritori tentarono vanamente per alcuni minuti di rianimare i tre cosmonauti, che erano tuttavia morti soffocati dall'esposizione al vuoto creatosi a causa della depressurizzazione.

In onore dei cosmonauti venne celebrato un funerale di Stato sovietico, cui prese parte anche l'astronauta statunitense Tom Stafford, che aiutò a portare una delle bare.

In seguito a tale tragedia la navicella spaziale Sojuz venne completamente ristudiata ed intensivamente riprogettata: in particolare venne ampliato l'abitacolo, onde consentire agli equipaggi di indossare le tute spaziali pressurizzate anche durante le fasi di lancio e atterraggio, aumentando notevolmente la sicurezza dei voli.



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