UN VIGILE SENZA MACCHIA

Ci ha lasciati Sergio Lago un uomo generoso, signore democratico, burbero integerrimo, amico sincero.

Ho conosciuto Sergio Lago nel 1970 e ho subito capito che tipo di uomo fosse. Serio, preciso e onesto, un amore profondo verso la famiglia e la sua professione. Svolgeva il proprio lavoro con passione, sempre disponibile a dare un aiuto a chi ne aveva bisogno, con coscienza e responsabilità. Dopo qualche anno è venuto ad abitare nell'appartamento davanti al mio, nello stesso piano, porta a porta.
È stata la nostra un'amicizia lunga e sincera, sempre disponibile con correttezza e stima. E ora è stata strappata da un micidiale virus.
Oggi è tornata a casa Celestina, sua moglie; lei è guarita, ma avrà il cuore distrutto. Era una coppia felice con un affetto enorme verso il figlio e il nipote ai quali dedicavano tutto il loro tempo, e la loro attenzione accompagnando il ragazzo a scuola, agli allenamenti, alle gare sportive.
Ora Celestina è sola. Comprendo come sia difficile sopportare questo profondo dolore, ma la vita deve continuare.
Sergio era un vigile in pensione, ma gli era rimasto nel cuore, quel suo spirito di solidarietà, quei principi che avevano una volta i vigili, amati e rispettati dai milanesi. Uno spirito che si è andato perdendo.
Così Sergio se n'è andato in silenzio e ci ha lasciati muti. Ma il suo ricordo, l'amicizia, sono rimasti vivi e non svaniranno

Enzo

Qui nei nostri condomini di via Cannero lo conoscono tutti e tutti sanno che tipo di uomo e signore hanno perso.
A noi rimane vivo il ricordo.

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