UNA SERATA TRA AMICI

Il recente spettacolo di varietà "Una serata tra amici", che Rai Uno ha mandato in onda sabato in prima serata, One Man Show Christian De Sica, ha confermato la bravura di questo figlio d'Arte, il padre Vittorio De Sica è stato un bravo attore, e un buon regista. Il figlio Christian pur non potendosi fregiare del titolo genitoriale di regista e neppure del confronto con lui di attore, lo può invece di cantante perché: in questo caso, lo batte anche per qualità e tono della voce. In oltre due ore l'artista romano ha cantato non poche canzoni del repertorio classico americano, italiano e persino napoletano. Le canzoni erano intervallate da parti recitate, aneddoti talvolta autentici e talvolta inventati di sana pianta, una malapianta questa che purtroppo ha preso piede da tempo lasciando un'impronta ingannatrice atta a confondere chi incautamente la segue. Alcuni di questi episodi sembra fossero stati raccontati addirittura dal padre Vittorio, e il figlio Christian li ha fatti poi suoi. Inutile dire che le canzoni, erano prime in ogni senso, perché la voce intonata dell'artista ben le faceva risaltare. Invece in quelle recitate e spesso raccontate, la cosa non si poteva dire altrettanto, anche perché spesso condite di battute triviali che in un tempo non lontano sarebbe stato impensabile pronunciare. Inoltre: volutamente o meno, De Sica Junior ha continuato nel riproporre il suo parallelo col grande Cary Grant, affermando che costui aveva girato solo 25 film, mentre lui ne ha girati oltre cento. Invece Grant ne girò 76, a partire dal 1932 con "Questa è la notte" per poi concludere la carriera nel 1966 con "Cammina, non correre". E ancora: con un attore del calibro di Cary Grant: talentuoso, raffinato, brillante, difficile potersi mettere a confronto. Grant è stato forse il solo attore del quale Hitchcock parlasse bene, e sarebbe anche stato, come Chandler ebbe modo di dire, il suo Marlowe ideale. Infine, per tornare a quanto detto da De Sica, non fu il doppiatore Giulio Panicali a doppiare lui e William Holden, ma rispettivamente e rispettosamente Gualtiero De Angelis ed Emilio Cigoli. Poi, musicalmente parlando, siccome diverse canzoni proposte portavano il marchio della factory di Lelio Luttazzi, ecco nominare soltanto Lelio, autore delle splendide musiche, ma non il paroliere, che fu spesso se non quasi sempre l'altrettanto grande Leo Chiosso, autore di quasi tutti i testi delle canzoni di Fred Buscaglione. Questo continuo sorvolare sui nomi dei parolieri francamente disturba, perché sarebbe come se le canzoni firmate e formate da Mogol-Battisti venissero ricordate soltanto con il nome del secondo, che non scrisse mai un solo testo per le proprie musiche. O, anche, Burt Bacharach, grandissimo musicista americano che però senza l'apporto di Hal David non sarebbe ricordato per le tante canzoni nate dalla loro fantasia. Registrato nello scorso mese di febbraio, prima che morisse uno dei più grandi autori radio-televisivi: Enrico Vaime, nonché Emi, la sorella di Christian, il conduttore ha ricordato Jaja Fiastri, dicendo essere stata la commediografa l'autrice di "Aggiungi un posto a tavola", Seppure un po' imbolsito perché gli anni sono anni, De Sica ha potuto contare sull'appoggio di Pino Strabioli, conduttore e regista che ha accompagnato Christian in alcuni spettacoli teatrali ponendogli domande e ricevendo risposte - sebbene non sempre veritiere. Allo spettacolo è intervenuto anche Carlo Verdone, cognato perché fratello di Silvia, madre di due figli: Brando e Maria Rosa, la quale ultima ha duettato con il padre in una bella canzone a conclusione dello spettacolo, realizzato in stile varietà televisivo anni Settanta. Gli stessi anni che Christian De Sica ha di recente celebrato.     

Antonio Mecca

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